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Home Autunno

Viaggio d’autunno: Svizzy a zonzo

Prosegue la zingarata sui binari della Ferrovia Retica

by SvizzerAmo
13/10/2022
in Autunno, Ferrovie, Grigioni (Graubunden/Gritschun, GR), Natura e ambiente, Paesaggio, Radio Ticino - Locarno, Reportage, Svizzera romancia, Svizzera tedesca, Trasporti
Reading Time: 5 mins read
Viaggio d’autunno: Svizzy a zonzo

Foto: ©SvizzerAmo

Talvolta è bello andare in giro solamente per il gusto di viaggiare. Specialmente se si è comodamente trasportati in treno e il paesaggio che scorre dai finestrini è incantevole. E questo è esattamente ciò che Svizzy ha fatto nella terza tappa del suo viaggio d’autunno in Canton Grigioni, sfruttando il servizio capillare della Ferrovia Retica, RhB.

La rete della Ferrovia Retica forma una specie di otto, toccando tutte le località più importanti del Cantone

Se si osserva la cartina della rete della RhB si nota che le linee formano una specie di otto che collegano i quattro snodi di Coira, Filisur, Klosters e Landquart con altrettante appendici che si diramano verso ovest per Disentis, dove si collega alla MGB che attraversa le Alpi fino a Zermatt; verso il centro del cantone ad Arosa; verso est fino a Scuol in Engadina dove siamo stati lo scorso anno (vedi il nostro reportage: https://www.svizzeramo.it/scuol-laltra-engadina/) e verso sud per St. Moritz e oltre fino a Tirano in Valtellina.

Il giro dei Grigioni

Così abbiamo deciso di compiere un itinerario circolare che, partendo da Coira, avrebbe toccato Filisur, Davos e Landquart, per poi tornare nella capitale grigionese. Già pochi minuti dopo la partenza abbiamo reincontrato il ponte di Reichenau , che già avevamo attraversato per andare alle Gole del Reno  (vedi il nostro reportage: https://www.svizzeramo.it/viaggio-dautunno-svizzy-nelle-gole-del-reno/), dove si uniscono i due rami del fiume.

Inizialmente il paesaggio da Reichenau a Filisur è abbastanza dolce [Foto: ©SvizzerAmo]
Questa volta seguiamo per un tratto il corso Anteriore del grande fiume, fino a Thusis; il paesaggio dapprima è ampio e verdeggiante, ma poi si restringe man mano. Una stretta curva sulla sinistra e lasciamo il Reno per inoltrarci sulla linea dell’Albula. Questa linea passa in un paesaggio asperrimo nella stretta valle creata dal fiume Albula e ha richiesto per la sua costruzione studi accurati e soluzioni di ingegneria ferroviaria e architettoniche all’avanguardia; tanto è vero che è stata inserita nel 2008 (con quella del Bernina) nel Patrimonio dell’umanità Unesco. La nostra destinazione è Filisur dove abbandoneremo l’IR per Sankt Moritz per prendere il treno per Davos. Prima di arrivare, però percorriamo il tratto più bello della linea, quello che passa sopra il viadotto del Landwasser.

Il Treno IR della RhB da Coira aSt.Moritz sta per addentrarsi nella valle dell’Albula. Purtroppo le nuove carrozze sono sì molto comode, ma hanno i finestrini sigillati e non è il massimo per fotografare. Venendo da Coira è meglio sedersi sul lato destro nel senso di marcia [Foto: ©SvizzerAmo]

Un viaggio nel tempo

Durante la stagione estiva, che dura fino al 30 ottobre 2022, tra Filisur e Davos circolano i treni storici della RhB, due volte al giorno in entrambe le direzioni (10:18 e 15:18 da Davos, 11:06 e 16:06 in senso inverso). Esercitano il normale servizio di linea e non richiedono alcun supplemento. Il convoglio è trainato da un antico Ge6/6 “Coccodrillo”, gemello di quello che avevamo visto al museo della Ferrovia Retica a Bergün, (vedi il nostro reportage: https://www.svizzeramo.it/viaggio-dautunno-svizzy-ferroviere/) e le carrozze sono quelle originali degli anni ’30 del secolo scorso.

Il treno storico. I vagoni panoramici e gli ampi finestrini delle carrozze sono una pacchia per i fotografi [Foto: ©SvizzerAmo]
Inoltre, ci sono i classici vagoni gialli scoperti, come quelli che avevamo già incontrato lo scorso anno sulla linea del Bernina. Noi siamo stati fortunati perché siamo riusciti a prendere il treno delle 11:06 e abbiamo potuto avere un’esperienza di viaggio splendida; ci siamo goduti il sole caldo e l’aria aperta e abbiamo potuto scattare delle belle foto

Svizzy si gode il sole e l’aria fresca sulla carrozza scoperta panoramica [Foto: © SvizzerAmo]
Verso la fine del viaggio abbiamo voluto provare com’era viaggiare in Prima Classe negli anni ’30 del secolo scorso e siamo andati a sederci sui comodi divani foderati in velluto di uno scompartimento. Sicuramente all’epoca la velocità era inferiore, ma in quanto a comodità di viaggio non c’erano problemi.

I lussuosi interni in legno e velluto della carrozza di prima classe. Un viaggio di altri tempi [Foto: ©SvizzerAmo]
Arrivati a Davos abbiamo preferito continuare subito il viaggio verso Landquart per chiudere l’anello perché volevamo arrivare velocemente a Coira per poi proseguire la zingarata ferroviaria su un’altra linea della Ferrovia Retica, quella che porta ad Arosa.

Tra Davos e Landquart il treno costeggia il laghetto che prende il nome dal paese e poi percorre un paesaggio più dolce, tra boschi e prati.

Lasciato Davos Dorf, costeggiamo il laghetto. Il paesaggio è più dolce [Foto: ©SvizzerAmo]
A Landquart ritroviamo il Reno e ne risaliamo la valle in un paesaggio pianeggiante. Pochi minuti e arriviamo nella capitale dei Grigioni, usciamo dalla stazione e proprio davanti parte il treno per Arosa. In Svizzera non è infrequente che il treno viaggi sullo stesso sedime di una strada. Così, per qualche chilometro attraversiamo Coira costeggiando e risalendo il fiume Plessur.

La valle del Plessur è ampia e verdissima [Foto: @SvizzerAmo]
Il treno sale serpeggiando a mezza costa della valle, per meglio goderci il bel panorama ampio ci siamo seduti sul lato destro del treno nel senso di marcia e abbiamo visto come in basso il fiume si sia scavato un letto nella roccia.

I versanti della valle sono scoscesi e boscosi [Foto: ©SvizzerAmo]

Un itinerario da favola

Eravamo tutti eccitati perché volevamo vedere il simbolo della linea Coira-Arosa, l’immagine classica che compare nella prima pagina dei motori di ricerca digitando “Ferrovia Coira Arosa“: l’arditissimo viadotto del Langwies. Si tratta di un ponte ad arco in calcestruzzo armato, lungo 284 metri a campata unica, che oltrepassa il Plessur a un’altezza di 62 metri. Lo vediamo avvicinarsi pian piano dopo la stazione di Peist e capiamo perché sia così famoso.

Il meraviglioso viadotto del Langwies visto da Peist. La valle offre moltissimi percorsi per passeggiate ad Arosa e dintorni e si può anche raggiungere il viadotto a piedi [Foto: ©SvizzerAmo]
Specialmente in pieno sole spicca con il suo colore biancastro sulle infinite tonalità di verde dei prati e dei boschi della valle. Poco dopo averlo transitato, il viadotto scompare per un po’ ma subito passata la stazione di Litzirüti, il treno sale con due ampi tornanti e per qualche momento riusciamo ancora a scorgerlo.

Svizzy è arrivato ad Arosa [Foto: ©SvizzerAmo]
Ancora qualche minuto e giungiamo al capolinea di Arosa. Il treno ferma proprio davanti all’Obersee, uno dei tre laghetti alpini del paese. Subito dietro la stazione parte la funivia del Weisshorn.

Dietro la stazione della RhB parte la funivia per Bärenland [Foto: ©SvizzerAmo]
Noi ne prendiamo solamente il primo tratto, perché vogliamo visitare il Bärenland Arosa. In tedesco “Bär” significa “Orso“. E “Bärenland” è “Terra degli orsi“. In una vasta area è stato ricavato un habitat confortevole che ospita plantigradi salvati da circhi, zoo, cattività varie. Animali che, ormai, non potrebbero più sopravvivere liberi ma che qui trovano un ambiente il più possibile simile a quello naturale.

Dalla piattaforma del Bärendland gli orsi sono a distanza di sicurezza ma vicinissimi [Foto: ©Stiftung Arosa Bären / VIER PFOTEN]
Per vederli da vicino in sicurezza c’è una lunga piattaforma di legno del “sentiero avventura“ collocata all’altezza di sei metri.

Ormai si è fatta l’ora di tornare a Coira. Mentre il sole comincia a scendere dietro le montagne facciamo un ultima passeggiata sul lungolago di Arosa in attesa di riprendere il trenino che questa volta non è tutto rosso, perché agganciato c’è il vagone con una pellicolatura speciale dedicata proprio a Bärenland.

Il vagone della Ferrovia Retica dedicato a Bärenland [Foto: ©SvizzerAmo]
Un’oretta di viaggio e siamo in albergo. Doccia, cena, nanna e l’indomani ci aspetta un lungo viaggio che vi racconteremo la prossima settimana…

Info

Ferrovia Retica: www.rhb.ch/it

Bärenland: www.arosabaerenland.ch

Svizzera Turismo: www.myswitzerland.com/it

La puntata precedente è stata pubblicata il 5 ottobre 2022

Per la realizzazione del reportage si ringraziano:

Turismo Svizzero, ufficio di Roma

Ferrovia Retica, ufficio di Milano

Tags: FerroviailaghiNaturaOrsipaesaggioTreno

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