A Wetzikon una cittadina a 28 km da Zurigo vive David Mzee, un giovane sportivo, studente di scienze motorie rimasto, purtroppo, paralizzato nel 2010 per un incidente. David ha una storia bellissima.
Grazie alla sua passione per lo sport che lo ha anche portato alla Nazionale svizzera di rugby su carrozzina, è stato selezionato, primo al mondo, per un esperimento a Losanna grazie al quale è riuscito a recuperare parzialmente l’uso delle gambe grazie a un elettrostimolatore.

David Mzee: la prima intervista del Progetto Happiness
È la prima intervista di una serie chiamata “Progetto Happiness” che sta realizzando Giuseppe Bertuccio D’Angelo, ventinovenne originario di Messina.
È il viaggio in giro per il mondo di un ragazzo che vuole conoscere persone che hanno raggiunto la felicità. per scoprire come ci siano riusciti, quale sia il loro “segreto” e quale insegnamento possano darci.
Giuseppe si è dato un anno di tempo per incontrare e intervistare i suoi protagonisti e l’intenzione è quella di offrire contenuti divertenti, autentici, sinceri, naturali, genuini, spontanei, senza mai cadere nel banale o nel volgare.
Lo scopo del viaggio è di capire e imparare dalle esperienze e dalle storie degli intervistati cosa voglia dire “felicità” negli angoli più remoti del mondo tra culture e tradizioni diverse, traendo poi la sua personale conclusione.
Sul sito del progetto www.progettohappiness.com c’è anche un questionario in dieci domande alle quali ognuno può rispondere con la sua propria idea di felicità, anche questo materiale servirà per realizzare una sintesi sull’argomento tentando di dare la risposta alla domanda che tutti gli esseri umani, senza distinzione, ricercano: come si raggiunge la felicità?
Come seguire Progetto Happiness
Giuseppe è molto attivo sui social media e anche questa volta condividerà la sua avventura su Instagram, Facebook e Linkedin; pubblicherà anche dei vlog settimanali sul Canale Youtube Progetto Happiness con interviste e altro.

Grazie a questa attività social, nel 2018 è riuscito a realizzare il suo “Progetto Liminis”, una sfida con se stesso che in un anno lo ha portato da sedentario a partecipante all’Ironman di Barcellona, una gara massacrante che prevede 3,86 chilometri a nuoto; 180 in bicicletta e finisce con i 42 chilometri e oltre della maratona. Da fare tutti di seguito.






























