Dove il fiume Rodano si restringe, nel passaggio tra il Canton Vallese e il Canton Vaud, in Svizzera, c’è la cittadina di Saint-Maurice (www.saint-maurice.ch), che prende il nome dalla sua famosa Abbazia territoriale di San Maurizio d’Agauno (www.abbaye1500.ch), il più antico luogo monastico della cristianità occidentale a essere costantemente presidiato. Da oltre 584’000 giorni (1’500 anni) i monaci vivono e pregano in questo luogo, sfidando le vicende della storia e le calamità naturali.
Le origini romane
Teodoro, primo vescovo della vicina Octodurum, l’odierna Martigny, fece costruire nel 381 un santuario dove deporre le reliquie del martire Maurizio e dei suoi compagni ai piedi della falesia nella località di Agaunum dove esisteva già un tempio eretto presso una fonte che è visibile ancora oggi come fonte battesimale.
Storicamente si sa che l’attuale monastero fu fondato il 22 settembre dell’anno 515 dal re burgundo Sigismondo. Nel frattempo l’agiografia ha creato la storia di Maurizio e della sua legione tebana. Secondo la quale i 6’600 componenti della legione composta interamente da cristiani egiziani e il loro comandante Maurizio sarebbero stati sterminati perché avevano disobbedito all’ordine dell’imperatore Massimiano di perseguitare e uccidere alcune popolazioni locali convertite. Una curiosità che lega San Maurizio all’Italia: in quanto militare, il santo è diventato il patrono degli Alpini.

Tante basiliche una sopra l’altra
Il luogo è molto stretto, una gola tra le montagne con il fiume Rodano che scorre da est a ovest ai piedi di uno sperone di roccia verticale e fragile, in una posizione pericolosa per la possibilità di frane e, infatti, non sono mancati terremoti e smottamenti con relative distruzioni e ricostruzioni.
Oggi le rovine degli edifici più antichi sono diventate un sito archeologico: il Martolet protetto da un sistema di reti d’acciaio e una robustissima tettoia. Si vedono ancora bene le tracce delle basiliche successive costruite dal IV al XVII Secolo su un antico cimitero romano, così come romana sono la torre che fa da base al campanile e il sepolcro del santo.
Un tesoro di documenti e opere preziosissime
Nel corso della sua lunghissima storia l’abbazia ha accumulato un tesoro di circa mezzo milione di documenti che sono stati già scannerizzati e resi accessibili a chiunque e di opere d’arte, il tesoro, conservato in un caveau. Il luogo non è grandissimo ma è uno spazio incantato reso stupefacente dalla qualità degli oggetti.
Doni preziosissimi di sovrani, principi, vescovi. Arredi, oggetti sacri, evangeliari, croci, paramenti, nei metalli più nobili e con le gemme più preziose, il tutto realizzato a mano con una sapienza artigianale di somma maestria ed esposti con la migliore illuminazione e chiarezza in un percorso che unisce arte e fede.
Rispetto al resto, la chiesa di per se stessa ha un valore artistico minore, ricostruita più volte mantiene esteriormente uno stile severo, al suo interno invece è moderna con belle vetrate che raccontano la storia del santo e della Legione Tebana. Nel convento vivono oggi una quarantina di monaci che sono impegnati sul territorio e nell’insegnamento presso il liceo della cittadina.

Il castello ospita il Museo del Fumetto
Saint Maurice non è grande. Il territorio limitato fisicamente dalle falesie e dal fiume ne ha impedito l’estensione ma l’ha resa un’importante posizione strategica a protezione del confine occidentale del Canton Vallese.
A testimonianza rimane il quattrocentesco castello (www.chateau-stmaurice.ch), ricostruito nel 1697 dopo l’incendio della città che ospita da un decina d’anni il Museo del fumetto con le sue esposizioni temporanee a tema.
La grotta delle fate Frisette e Turlure
Un luogo adatto a tutta la famiglia, così come la Grotta delle fate (www.grotteauxfees.ch) che si trova un più in alto, all’interno della falesia proseguendo per il sentiero. Il nome è dovuto alla leggenda della fata buona Frisette e della sua rivale la strega Turlure che abitavano in due punti distinti della grotta.
Un percorso facile di 504 metri con un lieve dislivello conduce a una cascata e a un lago sotterranei. Consigliabile il golfino perché c’è una temperatura costante di circa 10°. Il biglietto combinato permette la visita del castello e della grotta.
Negli anni turbolenti a cavallo tra le due guerre mondiali, sono state costruite numerose fortezze scavate all’interno di grotte (www.forteresse-st-maurice.ch). Anche a Saint-Maurice ce ne sono due, visitabili: Il Fort Cinday condivide l’ingresso con la Grotta delle Fate che costituisce anche il collegamento con l’altra fortezza, Fort Scex.































