
Pronti a salire sul Trenino Rosso senza lasciare Milano? L’invito arriva da Stefano Paolo Giussani e Valerio Scheggia che hanno firmato il documentario “Binari di ghiaccio” per la Radiotelevisione svizzera. Gli autori vi aspettano mercoledì 9 novembre 2016, dalle ore 18,30 alla Biofficina in via Luca Signorelli, 13 a Milano. In programma, la visione del film e un aperitivo offerto da RHB – Ferrovia Retica. L’ingresso e l’aperitivo sono liberi e gratuiti fino a esaurimento dei posti.
Trenino Rosso da Patrimonio Unesco
La serata, ci racconta Stefano Giussani, è aperta a tutti quelli che sognano i vagoni che arrancano silenziosamente tra i boschi e i pendii di una delle vallate più belle delle Alpi. Straordinaria anche perchè molto vicina a noi e quasi sconosciuta. Conosceremo questa leggenda ferroviaria da una angolazione segreta, mai rivelata fino ad oggi dalle telecamere di una tv nazionale.
La linea ferroviaria tra Sankt Moritz e Tirano è tra le più celebri del mondo. Con oltre un secolo di storia e dichiarata Patrimonio dell’Umanità, continua Giussani, il Trenino Rosso è un’opera di ingegneria che desta stupore. Tra i 400 metri del capolinea valtellinese e i 2224 del Passo del Bernina, punto più alto raggiunto in Europa da una ferrovia senza cremagliera, il percorso che attraversa il bucolico mondo della Val Poschiavo conosce una serie di variabili che richiedono capacità organizzative e sangue freddo.
Binari davvero di ghiaccio
I binari e le strutture, sottolinea l’autore, vanno mantenute in perfetta efficienza, la vegetazione necessita di cure, le rocce vanno monitorate per non minacciare la linea. Soprattutto, il clima può variare dal tepore mediterraneo alla peggiore bufera di neve durante la quale la circolazione non può essere interrotta.
Chi sono e cosa fanno gli uomini del Trenino Rosso? Come si preparano a lavorare sui binari e come vivono nella squadra a cui in certi giorni si chiede di vincere la sfida che altre ferrovie non prenderebbero neanche in considerazione? Sono i temi indagati dal documentario che dà voce a quegli uomini capaci di muoversi perfino quando la montagna urla e la linea scompare cancellata dalla tormenta.































