Svizzera, Passaggio a Nord-Ovest

Passaggio a Nord Ovest
Passaggio a Nord-Ovest. Viaggio nella Svizzera che non ti aspetti. La città vecchia di Neuchâtel. Copyright by: Switzerland Tourism – By-Line: swiss-image.ch / Andreas Gerth

Una fascia di terra ricca di bellezze naturali e paesaggistiche, con la capitale mondiale dell’orologeria e cittadine caratteristiche… La nostra Svizzera, Passaggio a Nord-Ovest

Il territorio tra i cantoni Neuchâtel e Friburgo, Berna, Solothurn e Jura che confina con la Francia verso Ovest e con i cantoni di lingua tedesca verso Est, è abbastanza sconosciuto ai turisti italiani proprio perché un po’ defilato nell’angolo nord-occidentale della Confederazione. La lingua e la cultura francese e germanica si intersecano, come si intuisce studiando una mappa della Svizzera con i confini tra i cantoni che creano enclavi, strane dal punto di vista geografico ma assolutamente coerenti da quello storico. In pochi chilometri troviamo una grande quantità di luoghi turisticamente interessanti che sono stati riuniti sotto il marchio Region des Trois Lacs, la Regione dei tre Laghi, per la precisione quelli di Neuchâtel, di Morat e di Bienne (www.juratroislacs.ch).

Neuchâtel, tra acqua e orologi

Procedendo da Sud a Nord il Lago di Neuchâtel è il primo che incontriamo. Lungo e stretto, è il più grande interamente svizzero e ha la sua punta meridionale nel Canton Vaud dove Yverdon les Bains (www.yverdon-les-bains.ch) come suggerisce il suo nome, è la località più importante, proprio per le terme, senza contare che è una città molto antica, addirittura preistorica, con resti archeologici. Risalendo, sul lato occidentale del lago, si raggiunge Neuchâtel (www.neuchateltourisme.ch), la capitale del cantone omonimo. Sulla strada, vale la pena di fermarsi a Creux du Van, principale riserva naturale del Cantone, per ammirare le ripide pareti a strapiombo, un anfiteatro roccioso di oltre un chilometro di diametro originato dall’erosione delle acque e dei ghiacci. Si raggiunge facilmente con le biciclette elettriche dalla stazione ferroviaria di Noiraigue che dista solo una ventina di minuti in treno dalla capitale.

Neuchâtel dicevamo, è una tipica città svizzera: bella, ordinata, tranquilla, pulita che si estende ai piedi del famoso castello medioevale (da cui il nome), coeva della Kollegiatskirche, la Collegiata del XII secolo. Valgono la visita una passeggiata nel centro storico e la scoperta dei due importanti musei: il Laténium, il più grande museo archeologico svizzero che racconta la storia della regione e, soprattutto il Museo di Arte e Storia dove tra l’altro è esposta la collezione di automi di Pierre Jacquet-Droz.

Nato nel 1721 a La Chaux-de-Fonds, era un genio della meccanica e un pioniere nell’arte gioielliera dell’Alta Orologeria. La sua figura ci introduce al tema degli orologi. La pianta urbana di La Chaux-de-Fonds (www.chaux-de-fonds.ch/tourisme) con quella dell’adiacente comune di Le Locle è stata riconosciuta come patrimonio dell’umanità e con quest’ultima è la Watch Valley, perché qui hanno sede le più importanti marche di orologi, come la Manufacture Girard-Perregaux con il suo museo privato nella Villa Margherita. All’orologio è stato dedicato il Museo Internazionale dell’Orologeria che è una delle mete della cosiddetta Strada dell’Orologeria, un itinerario che da Ginevra porta a Basilea attraversando lo Jura svizzero.

Sul Lago di Murten si fermò Carlo il Temerario

Murten
Murten, Morat. Copyright by UFT By-line: swiss-image.ch/ Sandra Mumprecht

Correva l’anno 1476 e Carlo I, Duca di Borgogna nelle sue mire espansionistiche si era già scontrato con gli svizzeri e i loro invincibili picchieri, peraltro prendendole di santa ragione. Nel suo ostinato tentativo di rivalsa pose assedio alla cittadina di Murten, Morat in francese (www.murtentourismus.ch) sul lago omonimo.

La reazione dei cantoni uniti di Friburgo (dove si trova Murten) e Berna fu immediata e l’esercito borgognone conobbe una seconda disfatta terribile; lo stesso Duca dovette abbandonare il suo enorme tesoro e, soprattutto, il suo modernissimo arsenale. Numerosi cimeli e le fasi di questa battaglia (importantissima perché dopo di allora nessuno, fino a Napoleone, osò più minacciare la Svizzera) si possono ammirare nel museo storico della cittadina.

Murten è interamente rinchiusa nelle sue mura medioevali ed è composta da sole tre strade principali che la percorrono parallele in senso longitudinale intersecate da altre viuzze più strette. Un’atmosfera di altri tempi. Le mura sono in perfetto stato e si può passeggiare lungo i bastioni (unico caso in Svizzera). Alle sue spalle il lago solcato da battelli turistici che accolgono a bordo anche le biciclette.

Lago di Bienne, un paradiso naturale

St.Petersinsel
St.Petersinsel, l’Isola di San Pietro. Credit: SvizzerAmo

Si chiama Isola di San Pietro ma, in realtà è ormai una penisola collegata con il borgo di Cerlier (Erlach) sulla sponda meridionale del Lago di Biel/Bienne (www.bienne-seeland.ch) da un lingua di terra lunga quasi cinque chilometri delimitata su entrambi i lati da una delle più grandi paludi della Svizzera, riserva naturale specialmente per gli uccelli. Sull’isola c’è l’antico chiostro oggi diventato ristorante e albergo. Per raggiungerlo si può o fare una bella passeggiata lungo un viale alberato, o utilizzare una bicicletta oppure prendere il battello dalla città.

Anche Biel/Bienne, il nome è scritto proprio così, in tedesco e francese, nel Canton Berna, è uno dei luoghi più importanti per l’orologeria. Qui hanno sede tra gli altri Festina, Swatch, Omega e Rolex. Il centro è piccolo ma possiede una bella chiesa gotica del XV secolo, la Case delle Gilde e molte fontane decorate con fiori. Da Biel/Bienne parte una funicolare che in sette minuti raggiunge il paese di Magglingen, punto di partenza per molte escursioni nello Jura svizzero che conducono a punti panoramici con vista sulle Alpi. Sempre nell’entroterra di Biel/Bienne c’è lo scenario spettacolare del Taubenloch: due chilometri di gole del fiume Suze, uno dei rari passaggi naturali tra l’altopiano svizzero e i monti dello Jura già utilizzato dagli antichi romani.

Solothurn, la città differente

Solothurn
La cattedrale di Solothurn. Credit: SvizzerAmo

In Svizzera le città hanno tutte un’impronta tipica medioevale. Tutte tranne una: Solothurn, Soletta in italiano (www.solothurn-city.ch) che, invece, è barocca. Il motivo di questa sua diversità architettonica è che la città, situata sulle rive dell’Aare, dal 1530 al 1792 fu sede degli ambasciatori di Francia che ne influenzarono significativamente l’architettura come dimostrano il Palazzo Besenval, il castello di Waldegg e numerose dimore patrizie.

Una curiosità: il numero 11 si ripete più volte nella storia di Solothurn. È stato l’11° Cantone a entrare a far parte della Confederazione Elvetica (nel 1481), ci sono 11 chiese e cappelle, 11 fontane storiche e 11 torri. La cattedrale di St. Ursen ha 11 altari, 11 campane e la sua imponente scalinata principale ha 33 gradini suddivisi in tre sezioni di 11 gradini ciascuno. Le origini di questo “culto” per il numero 11 sono incerte, si sa solo che già nel medioevo il Consiglio cittadino era composto da 11 membri e, forse per questo, si è continuato con quel numero scaramantico.

Jura, l’ultimogenito dei cantoni

Jura
Jura, placido paesaggio naturale. Credit: SvizzerAmo

Lo Jura (www.juratourisme.ch) è il più “giovane” tra i cantoni svizzeri, creato solo nel 1978 per secessione dal Canton Berna. I vasti paesaggi ricordano le grandi praterie degli Stati Uniti con i cavalli che scorrazzano liberi tra prati e boschi. È la natura a rendere questo cantone così interessante. La passeggiata da Soubey a St. Ursanne nel Parco Naturale Regionale del Doubs (www.parcdoubs.ch), per esempio è considerata una delle 32 escursioni più belle della Svizzera. Da un lato la Francia, dall’altro la Svizzera e in mezzo il fiume in una valle selvaggia, pochissimo popolata e un paesaggio ben conservato con un piccolo ristorante di pesce e angoli dove fare il bagno.

Il luogo probabilmente più conosciuto è il Parco Regionale dello Chasseral (www.parcchasseral.ch) che prende il nome dal monte alto 1’607 metri da dove lo sguardo domina l’Altopiano svizzero e la regione dei Tre Laghi, dalle Alpi fino ai monti Vosgi in Francia. Ci sono numerosi sentieri escursionistici nel parco e molti conducono a fattorie ancora abitate e funzionanti che producono i tipici formaggi come il Tête de Moine AOC o il Gruyère d’Alpage AOC. Una curiosità: La Brévine è nota come la “piccola Siberia della Svizzera” per la sua temperatura record di -42°.