Settecentocinquanta chilometri di confine alpino, due sistemi amministrativi diversi, una stessa vocazione territoriale. È questo il perimetro dentro cui opera il Programma Interreg Italia-Svizzera 2021-2027, uno strumento di cooperazione europea che trasforma la prossimità geografica in opportunità concreta di sviluppo: progetti reali che cambiano il modo in cui un territorio si racconta e si organizza.

L’area coinvolta è vasta e variegata: 38’800 km² tra Alpi centro-occidentali e laghi prealpini, abitati da 4,4 milioni di persone. Sul versante italiano, le province lombarde di Lecco, Como, Varese e Sondrio e piemontesi di Novara, Vercelli, Biella e Verbano Cusio Ossola, la Provincia Autonoma di Bolzano e la Valle d’Aosta; su quello svizzero, i Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese. Un mosaico di realtà che il confine politico divide, ma che storia, cultura e paesaggio hanno sempre tenuto unite.
Una cooperazione strutturata
«I rapporti di collaborazione in ambito turistico tra il Cantone Ticino e le regioni italiane confinanti si inseriscono in un quadro strutturato e consolidato», spiega Stefano Rizzi, direttore della Divisione dell’economia del Cantone Ticino.

Il programma rafforza il ruolo della cultura e del turismo sostenibile nello sviluppo economico e nell’innovazione sociale. Tra i progetti finanziati spiccano TRA–ME, MemFer, MAPS, LIBERVIE e RurAlps, tutti orientati a superare la frammentazione dell’offerta turistica in un’area che, pur divisa da un confine, presenta forti omogeneità storiche e paesaggistiche.
La Via Francigena senza passaporto
Tra i progetti più emblematici c’è TRA-ME, che promuove la Via Francigena tra Ticino e Lombardia come un’unica destinazione turistica. L’idea è semplice quanto efficace: valorizzare un itinerario storico che per sua natura attraversa i confini, costruendo attorno a esso un’offerta integrata capace di portare flussi turistici anche nelle aree più marginali.
Il Lago Maggiore, destinazione unica
Su questa logica si muove anche Sustainevents, progetto che racconta il Lago Maggiore e allargandosi fino alle province di Biella e Vercelli come destinazione transfrontaliera unitaria. «Ai turisti i confini amministrativi interessano poco», osserva Cristina D’Ercole, vice segretaria generale della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, capofila italiano.

Il portale https://www.illagomaggiore.it/ propone già itinerari ed eventi superando la divisione tra Piemonte, Lombardia e Ticino. Sustainevents aggiunge la sostenibilità come criterio di sistema, coinvolgendo una rete mista di soggetti pubblici e privati — tra cui ISTUD Business School, IAS Register AG, Tones on the Stones e AIEP ATL Terre dell’Alto Piemonte e il Distretto Turistico dei Laghi — con l’obiettivo che i risultati restino sui territori ben oltre la fine dei finanziamenti.
Svizzera e Italia: modelli a confronto

Uno dei nodi più interessanti riguarda l’armonizzazione degli approcci alla sostenibilità. In Svizzera esiste dal 2021 il programma Swisstainable — un sistema nazionale che raccoglie tutte le certificazioni in un “supermarchio” a tre livelli progressivi. «Il modello svizzero è più strutturato a livello federale e cantonale», osserva Gianfranco Bettoni di IAS Register AG, capofila svizzero.
«Mentre l’Italia presenta un sistema meno centralizzato ma spesso più rigoroso nei requisiti.» L’obiettivo non è uniformare i due sistemi, ma renderli confrontabili, sviluppando linee guida condivise per destinazioni, organizzatori di eventi e strutture ricettive.
Sustainevents si concretizza in quattro eventi pilota — sportivo, artistico, artigianale e business — laboratori reali di gestione sostenibile. «Non parliamo solo di sostenibilità ambientale, ma anche sociale ed economica», precisa Marella Caramazza di ISTUD.

Il vero lascito è relazionale: un capitale di competenze e relazioni che sopravviva ai finanziamenti. Sul rischio greenwashing, Bettoni è diretto: «Servono competenze riconoscibili e criteri confrontabili.» Sono già in corso contatti con la SUPSI per armonizzare le qualificazioni professionali sui due versanti del confine.
Il percorso continua
Sono previsti continui incontri tra le parti, tra i quali un convegno a Locarno dedicato alla sostenibilità turistica transfrontaliera. Lungo quei 750 chilometri di confine alpino, la cooperazione non è un principio astratto — è un metodo di lavoro che trasforma la vicinanza in vantaggio competitivo, e la sostenibilità in qualcosa di misurabile, concreto, duraturo.
Info
- Cooperazione Interreg Italia-Svizzera: interreg-italiasvizzera.eu
- Dettagli sui progetti: interreg-italiasvizzera.eu/progetti-finanziati
- Regione Insubrica: regioinsubrica.org































