Vaud da udire: il Cantone della musica

L'anfiteatro romano di Avenches. Copyright by: Switzerland Tourism By-Line: swiss-image.ch/Christof Sonderegger
L’anfiteatro romano di Avenches. Copyright by: Switzerland Tourism By-Line: swiss-image.ch/Christof Sonderegger
Un viaggio prende forma a partire dalle percezioni. Da quello che ascoltiamo, vediamo, assaggiamo. In fondo sta proprio qui il bello, il bagaglio dei ricordi che portiamo a casa con noi. 
Inizia oggi il nostro tour nel Canton Vaud. Un itinerario guidato dai cinque sensi a cominciare dall’udito e al quale faranno seguito il gusto, l’olfatto, il tatto e la vista. Una chiave di lettura e di esplorazione del territorio che ispirerà la partecipazione del Cantone a Expo Milano 2015, all’interno del Padiglione svizzero, dal 27 al 30 settembre prossimi (info: www.vaudexpo2015.ch).

 

Jazz, opera, rock, classica… Ogni genere musicale è rappresentato in Canton Vaud. Il livello dell’offerta è di assoluta eccellenza. In un territorio tutto sommato piccolo, stupisce il gran numero di manifestazioni di alto livello, la loro varietà e i luoghi deputati ad accoglierle. Scopriamone alcune.

Rock e lirica nell’anfiteatro di Avenches

Rock Oz'ArenasAssistere a un’opera ma non solo, in un autentico anfiteatro romano. È un’esperienza possibile ad Avenches, l’antica Aventicum prima capitale dell’Helvetia romana. Ad agosto, dal 12 al 16, si svolgerà Rock Oz’Arènes 2015 un festival che in pochi giorni presenta numerosi artisti e gruppi impegnati in tanti generi di rock: dall electro-rock-punk, al rap, al r’n’b con incursioni nel pop, nello swing e nel soul (info: http://2015.rockozarenes.com). L’anfiteatro di Avenches non è solo rock. Ogni anno a luglio, tra queste antiche pietre si tiene un festival operistico che riscuote sempre un buon successo per la scelta del repertorio, la qualità degli artisti e l’ottima acustica del luogo.

Info: www.avenchesopera.ch

Il festival folk più famoso è a Nyon

Nyon ospita il festival open air più importante della Svizzera e secondo in Europa solo dietro a quello ungherese di Sziget: il Paléo Festival. Sono sei giorni di musica rock, folk, reggae, canzoni francesi e teatro di strada. In tutto sono 120 spettacoli spalmati su sei palcoscenici ricavati su oltre 14 ettari di prato. Nato quasi 40 anni fa come festival folk ospita ogni anno artisti di successo ma la maggior parte dei gruppi sono emergenti. Il Paléo Festival non è solo musica ma anche un maxi ristorante che offre la cucina di tutto il mondo e, soprattutto, è considerato una delle rassegne più sicure. Info: www.paleo.ch.

Montreux: non solo Jazz

Montreux Jazz Festival
Credit: Montreux Jazz Festival

Montreux Jazz è una dei festival più importanti al mondo nel suo genere. La cittadina, piccola e tranquilla, nel mese di luglio si trasforma per tutta la durata della rassegna, in una grande festa con concerti, jam session e musica in tutti gli angoli e in tutti i luoghi, poi ci sono una miriade di bancarelle a costituire un vero villaggio musicale sul lungolago (info: www.montreuxjazz.com).

A Montreux, proprio sul lungolago c’è una famosa statua dedicata a Freddy Mercury, costantemente cosparsa di fiori dai suoi fan, dove l’artista è immortalato in una posa classica con il braccio alzato mentre guarda il lago. Il legame tra il luogo è il personaggio ancora oggi è perpetuato nel “Mountain Studio“, lo studio di registrazione che apparteneva ai Queen dal 1979 al 1993. Situato all’interno del Casino Barrière, è visitabile gratuitamente tutto l’anno.

Sette album, tra cui l’ultimo: “Made in Heaven” sono stati registrati proprio qui e la copertina mostra sullo sfondo il Lago di Ginevra. In quella sala, un vero “tempio” per gli amanti del rock, hanno lavorato anche altri artisti del calibro di: AC/DC, David Bowie, Iggy Pop, Chris Rea, The Rolling Stones, Yes, Rick Wakeman, Led Zeppelin, Brian Ferry, Stan Getz e Nina Simone. Sono esposti numerosi cimeli, tra i quali i manoscritti originali dei testi delle canzoni e gli strumenti (info: www.mountainstudios.com). Legato al casino c’è un curioso aneddoto per gli amanti della musica: nel 1971, fu distrutto dalle fiamme durante il concerto di Frank Zappa. I Deep Purple raccontarono l’incendio nella loro famosa canzone “Smoke on the water”.

Le tre voci di Losanna

Un capolavoro. L'organo della Cattedrale di Losanna. Credit: grandesorgues.ch
Un capolavoro. L’organo della Cattedrale di Losanna. Credit: grandesorgues.ch

La cattedrale di Nôtre-Dame a Losanna ospita sopra il portale d’ingresso uno dei maggiori organi al mondo. Sono cinque tastiere e una pedaliera per un totale di 7’396 canne posizionate in una magnifica cassa disegnata da Giugiaro la cui forma ricorda un angelo con le sue ali. Insomma uno strumento splendido di enorme ricchezza di suoni e di timbri che è utilizzato spesso per concerti. Ma l’organo non è la sola voce della cattedrale.

Da secoli, esattamente dal 1405, puntualmente tutte le notti, risuona dall’alto della torre il grido del guet, la guardia civica che annuncia ogni ora il trascorrere sicuro della notte. Il grido del guet doveva tranquillizzare sul pericolo di incendi, nel qual caso si sarebbe udita ancora più forte la voce della Clemence, la campana destinata allo scopo. Oggi il guet è “in servizio” solo dalle dieci fino alle due del mattino.

Info: www.lausanne-tourisme.ch

Il legno che risuona nella Valle di Joux

Lorenzo Pellegrini. Credit: jmclutherie.com
Lorenzo Pellegrini. Credit: jmclutherie.com

La musica non è solo quella che si suona. I pini e gli abeti rossi che crescono da quasi quattro secoli nella foresta di Risoud nella Valle di Joux del Giura vodese, al confine con la Francia, sono utilizzati per ricavarne tavole armoniche.

Sono alberi che crescono molto lentamente e hanno un legno denso, ideale per la fabbricazione non solo di strumenti musicali ma anche per il soundboard, un sistema di diffusione sonora brevettato da una ditta vodese, la JMC Lutherie (www.jmclutherie.com).

La selezione dei legni adatti è una vera arte e uno dei massimi esponenti era Lorenzo Pellegrini, un italiano scomparso nel 2014. L'”uomo che parlava agli alberi” era in grado di percepire le vibrazioni di questi antichi alberi e di riconoscere quelli adatti al lavoro dei liutai.

Info: www.myvalleedejoux.ch