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Home Avvenimenti

Visitare Solothurn in estate: tra barocco, musei, natura e leggende

Agosto è il mese perfetto per scoprire la città più elegante della Svizzera tedesca

by SvizzerAmo
01/08/2025
in Avvenimenti, Estate, Idee viaggio, Reportage, Soletta (Solothurn, SO), Svizzera tedesca
Reading Time: 9 mins read
Veduta di Solothurn dall'Aare

Foto: ©SvizzerAmo

Solothurn, raffinata città barocca di antiche origini (era la Salodurum romana), è legata tenacemente al numero 11. È un vero gioiello da esplorare, specialmente nel mese di agosto.

11 buoni motivi per visitare Solothurn

1) Giornate barocche

La locandina delle Giornate Barocche 2025 – Foto: ©SvizzerAmo

 

Ogni agosto (quest’anno dal 9 al 17) si tengono le Giornate Barocche, Solothurner Barocktage, un tuffo nel periodo più brillante della città con una serie di eventi che vanno dai concerti di musica dell’epoca nelle chiese coeve, alle visite guidate; dalle sfilate militari, alle dimostrazioni degli spadaccini; dalle danze antiche alle sfilate in costume. Gli organizzatori propongono una selezione di 11 eventi, denominata proprio “Top 11, dove ogni proposta è scelta per evocare il dialogo tra il passato barocco di Solothurn e la sensibilità contemporanea.

2) Il numero 11 ovunque

La cattedrale di S. Orso è ricca di simbologie legate all’11 – Foto da Wikimedia/Alain Meier

 

Se durante il periodo dei saldi a Solothurn vedrete i negozi che praticano lo sconto dell’11% non è una trovata commerciale, è solo un altro aspetto dell’ossessione cittadina per questo numero. Solothurn fu ammessa nella Confederazione svizzera nel 1481 come undicesimo cantone e l’11 è diventato il numero sacro – o scaramantico – che troviamo dappertutto. L’11 è considerato il numero che rappresenta equilibrio tra spiritualità e razionalità e forse è per questo che si è radicato tanto a Solothurn, città di storia, arte e riflessione. Tanto per farsi un’idea: ci sono 11 porte urbane medievali di cui rimangono tracce; 11 torri, 11 fontane, 11 chiese, 11 cappelle; la cattedrale di Sant’Orso ha tre rampe di scale di 11 gradini, 11 altari, 11 statue sulla facciata e 11 campane; ci sono 11 musei e la birra di Solothurn si chiama Öufi, cioè 11 in dialetto locale.

3) Come Soletta divenne il cuore diplomatico della Svizzera

L’elegante centro storico di Solothurn – Foto: ©SvizzerAmo

 

Per 262 anni – dal 1530 al 1792 – Solothurn è stata l’Ambassadorenstadt, cioè la sede degli ambasciatori di Francia nella Confederazione Svizzera e, di conseguenza, è stata “sottoposta” all’influenza e al gusto di Oltralpe che ne hanno fatta l’unica città marcatamente barocca di tutta la Confederazione, come si vede nei palazzi, nelle piazze e dalla sua identità piccola ma elegante. Ma perché i francesi scelsero proprio Solothurn, che oltretutto è di lingua tedesca? Certamente perché era l’unica città cattolica del Nord-est della Confederazione e poi perché era da qui che si organizzavano i reclutamenti delle truppe mercenarie che, secondo il trattato di Friburgo del 1516, dopo la battaglia di Marignano, potevano servire solo la Francia. Quindi era un luogo fondamentale per i loro interessi. L’ambasciata prese in affitto l’ex convento francescano (il cosiddetto Ambassadorenhof, ricostruito da Franz Beervon Blaichten negli anni 1717-1724) che oggi ospita gli uffici cantonali e un piccolo caffè.

4) Vivere secondo il proprio tempo

L'orologio con solo undici ore
Non cercate il mezzogiorno! – Foto: ©SvizzerAmo

 

Sull’Amthausplatz, appena fuori dalla Bieltor, la porta che separa il centro storico dalla zona occidentale della città, c’è l’edificio moderno della banca UBS. Su un lato, in Schanzenstrasse è stato collocato il famoso orologio con il quadrante con solo 11 cifre, senza il numero 12. Scandisce il tempo quattro volte al giorno alle ore 11, 12 (che poi sono nuovamente le 11), 17 e 18 con 11 campane che suonano il “Solothurner Lied” e ogni ora è annunciata da una figurina di Arlecchino in metallo, opera dell’artista locale Paul Gugelmann. Vale la pena andarlo a vedere perché un esempio originale di arte pubblica barocca moderna, che fonde estetica, musica e identità cittadina.

5) Il museo che racconta la potenza militare della vecchia Svizzera

L'interno dell'antica armeria con il gruppo statuario ligneo dedicato alla Convenzione di Stans del 1481
La ricostruzione della Convenzione di Stans del 1481, la nascita della Confederazione Elvetica moderna – Foto: ©SvizzerAmo

 

L’Altes Zeughaus è nato come arsenale tra il 1609 e il 1614 e oggi è uno dei più importanti musei di storia militare della Svizzera. Il percorso si sviluppa su quattro piani ed è pensato anche per un pubblico giovane, con postazioni interattive che permettono di toccare le armi e scoprire, per esempio, il peso che i soldati dovevano portare. Al piano terreno sono esposte i diversi tipi delle famose alabarde che resero invincibili gli svizzeri tra il XV e XVI secolo, mentre al secondo piano sono collocate oltre 300 armature originali (su un totale di circa 400 pezzi, una delle collezioni più grandi d’Europa). Accanto alle armature è allestito il gruppo statuario realizzato in legno policromo in stile barocco e con una teatralità unica che rappresenta l’intervento di San Nicolao della Flüe – il santo patrono della Svizzera – alla Convenzione di Stans del 1481 (Tagsatzung von Stans), un evento decisivo per la coesione della Confederazione elvetica e per l’ingresso di Solothurn in essa. La collezione comprende anche armi bianche e da fuoco, pezzi di artiglieria, bandiere, uniformi e oggetti d’epoca tipicamente legati alla storia militare del Cantone fino al 1874 quando la militarizzazione diventò federale.

6) Il lato nobile e verde di Solothurn

L'ingresso di Schloss Waldegg
L’elegante struttura di Schloss Waldegg – Foto: ©SvizzerAmo

 

Il castello Schloss Waldegg si trova un po’ fuori dal centro storico, nel verde di una collina nella frazione di Feldbrunnen. È uno dei più affascinanti esempi del barocco in Svizzera, costruito tra il 1682 e il 1686 da Johann Viktor von Besenval come residenza estiva. È ora proprietà del Cantone e dal 1991 è stato aperto al pubblico ed è gestito come centro per la cultura e il dialogo interculturale e come museo dove i visitatori possono ammirare saloni riccamente decorati, mobili originali, dipinti del XVII–XIX secolo, due cappelle. C’è persino una grande vasca da bagno d’epoca (rarissima) nella casetta del giardiniere. Al castello si giunge dalla Baselstrasse – dove fermano il trenino della S11 o il bus 12 – lungo un viale di 500 metri, alberato con tigli storici. Un cancello in ferro battuto introduce alla doppia scalinata di rappresentanza, dieci gradini per lato che portano al giardino prospiciente all’edificio dove spicca una fontana ottagonale e una serie di obelischi, collocati quasi a protezione delle aiuole, rigorosamente simmetriche, come voleva l’architettura barocca; così come simmetrico è il fabbricato che mostra forti influenze francesi e italiane secondo i gusti che ispiravano l’aristocrazia solettese dell’epoca. Completano l’ambiente un orto botanico con oltre 160 varietà di piante rare, l’orangerie con i suoi limoni, arance e melograni e un grande prato fiorito che offre nutrimento ad api e insetti.

7) Storia e innovazione dell’arte elvetica

L'ingresso del museo
Il Kunstmuseum – Foto: ©Solothurn Tourismus/Tino Zurbruegg

 

Una bella piazza con alberi e giardini appena all’esterno dei bastioni della torre del Riedholz ospita l’edificio imponente e severo del Kunstmuseum il museo d’arte di Solothurn, inaugurato nel 1902 su progetto dell’architetto Alexander von Senger. Al suo interno custodisce una straordinaria collezione di arte svizzera dal XIX secolo a oggi. I più famosi tra i capolavori esposti sono: Die Wahrheit di Ferdinand Hodler, Femme au Chariot di Alberto Giacometti, Table à tiroirs di Meret Oppenheim, ma sono presenti tanti altri nomi importanti come Félix Vallotton, Giovanni Giacometti, Cuno Amiet. e altri protagonisti del modernismo elvetico. Accanto a queste opere sono presenti lavori di artisti contemporanei. ospitate nelle esposizioni temporanee e nei progetti speciali per offrire un panorama ricco e in continua evoluzione dell’artesvizzera.

8) Una villa da nobili, un museo per tutti

Veduta panoramica di una sala del castello con i suoi arredi
Una sala del museo storico Blumenstein con i suo splendidi arredi – Foto: ©SvizzerAmo

 

Immersa in un parco elegante ai piedi del Jura, la Villa Blumenstein è un piccolo gioiello che racconta la storia di Solothurn con garbo e fascino. Un tempo fu la residenza estiva di una famiglia aristocratica locale, oggi ospita il museo storico cittadino dove scoprire come si viveva nell’epoca barocca: stanze arredate, porcellane, orologi, dipinti, strumenti musicali e curiosità d’altri tempi. Ogni oggetto ha una storia da sussurrare e passeggiare tra le sale è un po’ come sfogliare un album di ricordi ben conservati.

9) Il gioiello verde e spirituale della città

Il romitaggio del Verenaschlucht
Le due cappelle: di Verena e di Martino – Foto: ©SvizzerAmo

 

Uno dei luoghi più amati e protetti dagli abitanti di Solothurn è la Verenaschlucht, una gola verde e silenziosa lungo il Verena, un fiumicello che si getta nell’Aare dopo un breve percorso di circa 6 chilometri. È un luogo perfetto per camminare lungo un facile sentiero in leggera pendenza che si percorre in un’oretta immersi nel bosco tra il suono dell’acqua che lo costeggia e il canto degli uccelli. Delle pietre e delle lapidi lungo il cammino ricordano personaggi importanti della storia di Solothurn. Attenzione però! La Verenaschlucht NON è un semplice luogo di passeggio come gli altri. Per i solettesi (così si chiamano in italiano gli abitanti di Solothurn) è un luogo sacro nel vero senso della parola per la presenza dell’eremo settecentesco, un complesso costituito da due cappelle: Verenakapelle e Martinskapelle (non accessibile, ma visibile al suo interno grazie a una finestrella aperta dalle 10 alle 17 tranne il lunedì), la casetta dell’eremita vera e propria tuttora abitata e dalle grotte di Maddalena e del Monte degli ulivi. È un luogo intriso di spiritualità e leggenda al quale si deve accedere con il massimo rispetto per le tante persone che vengono qui per pregare o per meditare in pace. Il sentiero è accessibile da Nord e da Sud, in entrambi i casi si arriva con l’autobus 4 dalla stazione. Il romitaggio si trova vicino all’ingresso settentrionale.

10) La montagna panoramica tra natura, storia e relax

Panorama dal Weissenstein sull'Oberland Bernese
Anche se la giornata non è del tutto limpida, dal Weissenstein campeggiano sullo sfondo le alte montagne dell’Oberland Bernese – Foto: ©SvizzerAmo

 

Se la Verenaschlucht è il luogo spirituale dei Solettesi, il Weissenstein è la “loro” montagna. Un treno porta a Oberdorf fino alla stazione a monte della funivia e da lì si sale. Anche se non è altissima (1’395 metri) regala sentieri che si snodano tra boschi e pascoli e panorami spettacolari sul massiccio del Giura e sulle Alpi bernesi. Il Weissenstein è una meta amata da escursionisti, famiglie e appassionati di natura già da oltre due secoli, da quando salivano alla Kurhaus per vacanze rigeneranti con dieta a base di siero di latte. L’albergo, rifatto e rimodernato, esiste tuttora. Dal Kurhaus parte un sentiero che conduce al monte Hasenmatt, al Grenchenberg e al Balmberg dove sono collocate le raffigurazioni in scala delle dimensioni e delle distanze dei pianeti del sistema solare; nelle vicinanze ci sono un giardino botanico con piante tipiche del luogo, un museo degli sport invernali e una cappella dedicata a San Nicolao della Flüe.

11) In battello sull’Aare: relax, paesaggi e meraviglie fluviali

Il battello a Büren an der Aare
L’approdo a Büren an der Aare – Foto: ©SvizzerAmo

Il fiume Aare regala uno dei tratti di navigazione più belli della Svizzera, quello tra Solothurn e Biel/Bienne. La crociera fluviale è un’esperienza piacevole e rilassante per chi vuole vedere la Svizzera da una prospettiva diversa. Dura circa due ore e mezza durante le quali il battello naviga lentamente e dal ponte si gode un paesaggio di boschi e pascoli che scorre tra il verde intenso della riva, con le colline e le montagne sullo sfondo. Lungo il tragitto si tocca Büren an der Aare, uno dei borghi più belli della Svizzera e si passa sotto il suo famoso ponte coperto di legno, antico di origine e moderno di ricostruzione dopo una serie di incendi. Appena dopo si lascia l’antico corso dell’Aare e si entra in un canale che attraverso una serie di chiuse sbocca poi nel lago sulle cui rive sorge Biel. Una volta sbarcati si può tornare a Solothurn in un quarto d’ora con il treno.

Info

Come arrivare a Solothurn:

  • In aereo: l’aeroporto più vicino è quello di Zurigo da dove partono treni che portano a Soletta direttamente in poco più di un’ora.
  • In treno: da Milano, con cambio a Zurigo HB.
  • In auto: via Chiasso: autostrada svizzera A2 via Gottardo/Lucerna fino a Wiggertal, poi proseguire sull’A1 e A5 fino a destinazione. Dal confine sono 290 chilometri. Via Domodossola: Statale del Sempione fino a Briga, poi autostrada svizzera A9 fino a Raron; cantonale in direzione Spiez, poi autostrada A6 fino a Krigstetten e cantonale via Biberist fino a Solothurn. Dal confine sono circa 215 chilometri.
Marktplatz e l'orologio astronomico
La piazza del mercato (Marktplatz) con l’antico orologio astronomico – Foto: ©SvizzerAmo

 

Link utili 

  • Turismo Solothurn: www.solothurn-city.ch
  • Arsenale storico: www.alteszeughaus.ch
  • Schloss Waldegg: www.schlosswaldegg.ch
  • Museo Blumenstein: www.museumblumenstein.ch
  • Kunsstmuseum: www.kunstmuseum-so.ch
  • Giornate barocche: www.solothurnerbarocktage.ch
  • Weissenstein: www.weissenstein.ch
  • Navigazione sull’Aare: www.bielersee.ch
  • Svizzera turismo: www.myswitzerland.com/it
  • Ferrovie svizzere: www.ffs.ch

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Per la realizzazione di questo articolo SvizzerAmo ringrazia:

  • Svizzera Turismo, Roma;
  • Solothurn Tourismus;
  • Historisches Museum Blumenstein;
  • Schloss Waldegg;
  • Kaffeehalle;
  • Cantinetta Bindella;
  • Hotel Weissenstein;
  • Aarebar Solothurn;
  • Seeblick Burgäschisee;
  • H4 Hotel, Solothurn.

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Tags: #agosto 2025#Blumenstein#Verenasachlucht#WaldeggBaroccoCuriositàEventiMuseiSolothurnSvizzera

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