La Beinhaus di Leuk in Canton Vallese forse non è il luogo più allegro del mondo, ma certamente ci fa pensare, perché ci pone a confronto con una tragica realtà: la fragilità dell’esistenza umana.
Varcando la soglia della cappella ci troviamo di fronte a una scena impressionante: circa 24’000 teschi impilati ordinatamente (siamo pur sempre in Svizzera) in una parete lunga circa venti metri, alta fino a 2,40 e profondità, fino a 3 metri. Tanto per fare un raffronto, La popolazione di Leuk è di 4’000 abitanti!
Al centro dell’ambiente è collocato un grande crocefisso gotico come a ricordare che i morti sono lì affidati alla misericordia del Cristo, in attesa della loro resurrezione. Sulle pareti, inoltre, si trovano diversi dipinti che raffigurano la danza macabra.

Perché esiste l’ossario di Leuk?
Nel XVI secolo, il piccolo cimitero del paese non riusciva più a contenere le sepolture dei defunti del distretto. A causa dello spazio limitato e dei costi elevati fu deciso che dopo 25 anni sottoterra, i resti venissero traslati e i crani trasferiti nell’ossario costruito nel 1505. Con questa soluzione non solo si recuperava spazio, ma aveva anche un significato simbolico: la disposizione dei teschi rappresentava l’uguaglianza di tutti nell’aldilà. Ricchi e poveri, nobili e plebei erano indistinguibili nel mucchio anche se, si sa storicamente che i patrizi avevano il diritto di rimanere sepolti nel cimitero.
E qui ci vorrebbe Totò con la sua Livella…!

I misteri dell’ossario
A chi appartenevano questi resti? Sono persone, che testimoniano silenziosamente gli avvenimenti di tre secoli di storia, guerre e tradizioni religiose. Così alcuni teschi presentano chiaramente i segni delle ferite che li hanno condotti alla morte. Sicuramente alcuni appartengono ai caduti delle guerre tra la Francia rivoluzionaria e il Vallese nel 1799, quando quasi il 60% della popolazione maschile germanofona del cantone perse la vita in battaglia.
Un luogo affascinante e inquietante
L’ossario rimase chuso dal 1860 fino al 1982, quando fu riportato alla luce durante i lavori di ristrutturazione della chiesa. Oggi è una delle attrazioni più particolari del Vallese, meta di visitatori curiosi di esplorare un frammento di storia così unico e suggestivo.

Leuk
Il Canton Vallese è suddiviso in due parte, l’Alto Vallese, dove si parla tedesco e il Basso Vallese di lingua francese. Leuk, località germanofona si trova proprio al confine tra le due aree; è una città antica, risalente addirittura all’epoca preromana, con un bel centro storico medioevale con il castello restaurato con un intervento del famoso architetto ticinese Mario Botta. Si trova tra i vigneti su una terrazza soleggiata con una magnifica vista sulla valle del Rodano e sulla foresta di Pfynwald, una delle più grandi d’Europa di pini silvestri e zona protetta del Parco Regionale Pfyn-Finges. Nelle vicinanze si trovano la famosa località termale di Leukerbad; il lago sotterraneo di St. Léonard; la zona vinicola di Salgesch con il museo del vino.

Come arrivare
In treno: via Domodossola, da Milano a Briga, dove si cambia.
In auto: via Domodossola – Sempione – Briga sulla Strada Cantonale 9. Dal confine sono circa 90 chilometri.
In aereo: gli aeroporti di Ginevra e Zurigo sono praticamente equidistanti, circa 2:30 di treno da Leuk.
Info
Turismo Leuk: www.leuk.swiss
Turismo svizzero: www.myswitzerland.com
Ferrovie svizzere: www.ffs.ch
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