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Home Architettura

Biel/Bienne: Il volto alternativo del Canton Berna tra Bauhaus e orologeria

Scopri il Bahnhofquartier, le architetture moderniste, le manifatture come Omega e Swatch e come l’orologeria convive con creatività e sperimentazione

by SvizzerAmo
02/10/2025
in Architettura, Berna (Bern, BE), Città, Idee viaggio, Radio Ticino - Locarno, Svizzera tedesca, Svizzyinviaggio
Reading Time: 6 mins read
Foto: ©SvizzerAmo

C’è una città in Svizzera che è molto particolare e che, per molti versi ha poco o niente da spartire con le altre della Confederazione. È Biel/Bienne, situata nella regione dei tre laghi (Bielersee, Murtensee e Lac de Neuchâtel) nel Canton Berna; nella Svizzera che mescola lingue e storia.

È una città unica. Dei suoi 55’000 abitanti, un terzo non ha il passaporto rossocrociato. Vi convivono persone da 140 nazioni diverse. in una babele di lingue oltre a quelle ufficiali: tedesco e francese che qui sono paritetiche e intercambiabili. Biel è accogliente: il fatto stesso di doversi esprimere in due lingue ufficiali rende la popolazione più tollerante rispetto alle difficoltà linguistiche dell’altro. Gli errori sono accettati e questo facilità l’integrazione.

Ogni primo venerdì sera del mese il centro storico si riempie di gente per bere e mangiare all’aperto – Foto: ©SvizzerAmo

Biel è conosciuta per la sua importante funzione economica e storica legata all’orologeria ma c’è un lato alternativo, sicuramente meno noto, legato all’architettura moderna. Nel 2004 ricevette il Premio Wakker (il riconoscimento più importante della Svizzera per l’urbanistica e la protezione del paesaggio) per i miglioramenti apportati alla città. Un riconoscimento che certifica una consuetudine iniziata negli anni ’20 del secolo scorso con edifici audaci e spazi che parlano di utopia sociale e visione architettonica: il quartiere Bauhaus e le manifatture che non solo producono, ma creano esperienze.

Interno di un negozio sulla Bahnhofstrasse
Anche l’architettura dei negozi seguiva le indicazioni di spazi e funzionalità del Bauhaus – Foto: ©SvizzerAmo

 

Il creatore della Biel moderna

A partire dalla seconda metà dell’800 l’industrializzazione – soprattutto nel settore dell’orologeria –  trasformò Biel in una città operaia. (dal 1936 al 1975 qui c’era l’unica fabbrica di automobili della Svizzera, che assemblava per conto di diversi marchi. Oggi il fabbricato è un centro commerciale). Dopo la Prima Guerra Mondiale la città visse un’espansione demografica e urbanistica e nel 1921 elesse come sindaco il socialista Guido Müller. Le sue idee progressiste portano l’amministrazione a promuovere uno stile architettonico moderno e funzionale. Nacque così la Biel rossa un lungo periodo che superò la Seconda Guerra Mondiale.

Il Bahnhofquartier e il Neues Bauen

La casa Aarbergerhof nel Bahnhofquartier
La casa Aarbergerhof nel Bahnhofquartier costruita nel 1929 dall’architetto Atzli-Braun – Foto: ©SvizzerAmo

Biel si trova oggi sulle sponde del lago omonimo, ma il suo centro storico in origine era collocato più all’interno, al riparo dagli allagamenti, frequenti fino ai lavori di regolazione delle acque. La Neustadt, la nuova Biel nasce nel 1923 con il cambio di ubicazione della stazione ferroviaria che liberò circa 90’000 m² per una nuova pianificazione urbana vicino al lago.

Su quest’area sorgono interi isolati secondo i principi del Neues Bauen che poneva al centro il principio “La forma segue la funzione”. Vennero realizzati edifici con coperture piane obbligatorie, facciate semplici, balconi solo verso il cortile per permettere la socializzazione, finestre a nastro o ampie, senza ornamenti superflui, con l’uso di materiali funzionali. Il Bahnhofquartier – il quartiere della stazione – è diventato così un unicum in Europa e comparabile soltanto con la Città Bianca di Tel Aviv.

Gli edifici funzionali sulla Bahnohofstrasse. In primo piano la Volkshaus
Gli edifici funzionali sulla Bahnohofstrasse. In primo piano la Volkshaus. Oggi è scuola di musica e fa parte del Conservatorio, oltre a ospitare un ristorante – Foto: ©SvizzerAmo

 

Tra gli esempi più famosi troviamo:

  • la Jurahaus, al numero 2 di Georg-Friedrich-Heilmann-Strasse, costruita nel 1930 da Wilhelm Schürch, è un edificio d’angolo dipinto in verde-azzurro sgargiante basato sulla Teoria del colore, con una forma fluida che raccorda la strada;
  • la Volkshaus, la Casa del Popolo, costruita in laterizio rosso da Eduard Lanz nel 1932 sulla Bahnofstrasse, è il manifesto della Biel socialista:
  • le semplici fermate dei tram, dette Pilzen – funghi – pensiline di design concepite come luoghi di incontro. Ancora oggi, molte di queste – ormai in disuso- mantengono questa funzione spesso come punti per lo scambio libri o piccoli baretti.
Un tipico "Pilz". un ex-fermata del tram
Un “Pilz“. Anche le fermate del tram erano pensate come luoghi di socializzazione – Foto: ©SvizzerAmo

Passeggiare per il quartiere significa scoprire dettagli architettonici nei cortili, nelle scale, nei fronti urbani che rivelano spazi progettati per una comunità e non solo per il profitto. Il Bauhaus a Biel è più che uno stile: è visione urbana, è il tentativo di costruire più uguaglianza attraverso l’accesso a spazi moderni, alloggi e infrastrutture. Per questo il quartiere è un vero e proprio laboratorio sociale, non solo estetico.

La porta d'ingresso di un palazzo in Bendicht-Rechbergerstrasse -
La porta d’ingresso del palazzo al numero 1-5 di  Bendicht-Rechbergerstrasse. L’architetto era Walter Sommer nel 1949 – Foto: ©SvizzerAmo

 

Il lato alternativo che incanta

Ma non c’è solo il Bauhaus a Biel. Agli inizi degli anni ’80 l’orologeria svizzera affrontò una delle sue crisi peggiori, messa in ginocchio dagli orologi digitali giapponesi. Biel, la cui economia dipendeva in larga misura da questa industria, vide chiudere numerose aziende e laboratori, perdendo quasi un quarto della sua popolazione entro la fine del secolo. Per i giovani biennesi non c’erano praticamente più prospettive, qualcuno paragonava la città al South Bronx.

In risposta nacquero nel tempo centri sociali, luoghi di cultura alternativa dove esprimersi con la breakdance, il rap e i graffiti.

Urban Art in Holunderweg
Urban Art in Holunderweg – Foto: ©SvizzerAmo

La Street Art è oggi uno dei fiori all’occhiello di Biel; si può seguire la nascita e l’evoluzione dell’Hip Hop Art e dell’Urban Art in Svizzera seguendo i muri delle periferie. In Holunderweg/Chemin des Sureaux, nella zona dietro lo scalo ferroviario, si trova un muro “ufficiale” messo a disposizione dei graffitari che ogni settembre viene riverniciato di nero pronto per accogliere nuovi lavori.

Terrain Gurzelen
Fantasia e libertà nel Terrain Gurzelen – Foto: ©SvizzerAmo

Esemplari sono anche gli spazi polifunzionali autogestiti come il Terrain Gurzelen, ricavato nel vecchio stadio cittadino; oppure Dispo Space in un’ex-fabbrica interamente affrescata non lontano dal lago e vicino a un altro luogo simbolo, il LagoLodge, un ostello con birreria biologica e bistrot, meta di giovani. Turisti e locali.

Dispo Space è un luogo alternativo multifunzione -
Dispo Space è un luogo alternativo multifunzione – Foto: ©SvizzerAmo

 

Tra modernità e tradizione

Biel è sicuramente una città giovane e alternativa, talvolta fin troppo! Sicuramente non è banale e merita una visita.

Chi non è particolarmente interessato alle ultime tendenze dell’arte moderna troverà un centro storico che non è molto vasto. Si gira velocemente ma ha il tipico aspetto di una cittadina svizzero-tedesca con tanti bei scorci pittoreschi.

Obergasse e le sue arcate
Obergasse e le sue arcate, è l’arteria principale del centro storico di Biel – ©SvizzerAmo

Dicevamo che Biel è la capitale dell’orologeria svizzera. Alla crisi industriale del 1981 Nicolas Hayek rispose nel 1983 con l’invenzione dello Swatch, l’orologino di plastica famoso per il suo design particolare e diventato subito oggetto di collezionismo. Contrariamente a quello che si crede, il nome non deriva da Swiss-Watch, bensì da “second” (secondo) e “watch” (orologio da polso) per indicare un oggetto relativamente poco costoso, facile da portare e da usare come orologio da tutti i giorni.

Al marchio è dedicato un bellissimo museo interattivo: Planet Swatch con oltre 5’000 pezzi in esposizione. Il museo è ospitato nella Cité du Temps, un complesso a forma di onda, progettato dagli architetti Shigeru Ban e dallo studio Itten + Brechbühl che unisce vetro, trasparenze, sostenibilità, ed eleganza. Aperto nel 2017, accoglie anche il museo e la fabbrica di Omega.

L'interno di Planet Swatch
L’interno di Planet Swatch – Foto: ©SvizzerAmo

 

Perché visitare Biel?

  • Per il design urbano che non ti aspetti: edifici modernisti, spazi pubblici progettati, forti contrasti tra il centro storico e i quartieri nuovi.
  • Se Perché se ami l’architettura moderna, l’estetica delle cose fatte bene, l’artigianato d’eccellenza o semplicemente sei curioso, Biel/Bienne offre qualcosa che poche città hanno: un quartiere Bauhaus “vivo” accanto a officine di alta precisione, musei-esperienza e boutique design. È ideale per weekend creativi, foto urban style, giri “alternativi” lontani dal turismo ovvio.
L'esterno della Cité du Temps
L’esterno della Cité du Temps – Foto: ©SvizzerAmo

 

Info

Come arrivare

  • In aereo: l’aeroporto più vicino è quello di Zurigo da cui partono treni diretti che impiegano circa 1h30.
  • In treno: da Milano Centrale via Sempione/Berna (circa 4h30a) o via Gottardo/Zurigo (circa 5h).
  • In auto: via Chiasso (A2 fino a Orpund, poi A5 fino a destinazione. Circa 310 km. dal confine). Via Domodossola/Briga/Lötschberg (A6 fino a Brugg e A5 fino a destinazione. Circa 194 km).

Web

Tourismus Biel Seeland: www.biel-seeland.ch

Visite guidate, ArchitekTour: www.parcours-bielbienne.ch

Cité du Temps: www.citedutemps.com/

Terrain Gurzelen: www.terrain-gurzelen.org

Dispo Space: https://dispo.space/

Lagolodge: www.lagolodge.ch/

Svizzera turismo: www.svizzera.it

Ferrovie svizzere: www.ffs.ch

Per la realizzazione di questo reportage si ringrazia: Svizzera Turismo, Roma; Tourismus Biel-Seeland

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