Weekend in Oberland Bernese: neve, Svizzera, Rock… (e la Pausini)

Snowpenair 2015
Sciatori e spettatori sulla neve di Snowpenair 2015

Sabato 11 aprile 2015, valico alpino del Kleine Scheidegg a 2’000 metri sulle Alpi Bernesi ai piedi del maestoso Monte Jungfrau, patrimonio Unesco. Uno dei comprensori sciistici più famosi di tutta la Svizzera ospita da 18 anni anche uno dei festival rock più importanti della Confederazione: Snowpenair.

Il festival comincia in perfetto orario alle 10,45 con circa 5’000 spettatori che si sommano ai numerosi sciatori e turisti presenti sul comprensorio. Un bellissimo colpo d’occhio è dato dallo stage con sullo sfondo la Jungfrau e il treno della storica linea ferroviaria a cremagliera della Wengernalpbahn, che collega il valico con Wengen e Grindelwald. Proprio grazie al treno, nei giorni precedenti, è stato trasportato tutto il necessario per trasformare un valico alpino a più di 2’000 metri di altezza in un’arena rock.

Grande musica ad alta quota

Ronan Keating
Ronan Keating

Salgono sul palco per primi i Major B giovanissimi svizzeri di Interlaken con all’attivo già un EP e un album in imminente uscita. Si presenta con una sezione fiati completamente nuova per l’occasione e suona una gradevole musica alternative rock con influenze funky e reggae, testimoniate dalla presenza nel gruppo di tre membri (su nove totali) di origine sudamericana.

A mezzogiorno è il momento dei Krokus. I padroni di casa. Una band che calca i palcoscenici di tutto il mondo da quasi quarant’anni. Una carriera all’insegna dell’hard rock spericolato che gli ha permesso di vincere diversi dischi d’oro e di platino, in Svizzera come negli Stati Uniti e in Canada. Uno stile molto vicino a quello degli AC/DC, con radici in realtà ben più profonde che risalgono agli anni ’60 fondata nel 1975 a Solothurn da Chris Von Rohr, bassista, assieme al chitarrista Tommy Kiefer. Un Chris Von Rohr carico a molla per l’esibizione tra le nevi di casa. Lui come tutta la band che dona al pubblico un’ora di grande musica hard rock a tutto volume con classici “made in Krokus” e cover prestigiose come quelle degli Who e dei Guess Who.

Il momento di Ronan Keating e Laura Pausini

Laura Pausini
Laura Pausini

Dopo la tempesta rock, il festival ha una svolta pop con Ronan Keating, un cantautore molto popolare anche grazie al singolo When You Say Nothing At All, registrato nel 1999 per la colonna sonora del film Notting Hill. L’appuntamento segna il ritorno sul palco dell’artista dopo sei mesi di assenza.

Alle ore 15,30 è il momento di Laura Pausini. Di colpo le prime file si riempiono di tricolori e di cartelli di affetto da parte di decine di pausiniani, in gran parte svizzeri di origine italiana. Dal palco la Pausini definisce “speciale” il suo rapporto con la Svizzera, ricordando i tempi in cui, ancora giovane emergente, suo padre la portava a cantare nei piano bar della Confederazione. Urla raggiante: “È bellissimo stare tra queste montagne piene di neve, sembra di essere su una nuvola”. Laura regala un’ora e mezza di concerto molto vivace e in sintonia con il suo pubblico, come da tradizione, nonostante le condizioni climatiche difficili a causa della neve che comincia scendere abbondante sul valico alpino.

Tanti i classici del repertorio come Invece No, dedicata alla nonna, e ovviamente La Solitudine. Si segnala anche una bella versione francese di Io Canto, per l’occasione Je Chante, e una cover, in italiano, di She di Elvis Costello, anch’essa curiosamente realizzata in origine per la colonna sonora di Notting Hill.

Si chiude col botto la stagione sciistica

Snowpeair è l’evento di chiusura della stagione invernale del Kleine Scheidegg. Una kermesse nata nel 1998 da un’idea di Urs Kessler CEO della Regione Jungfrau. “Ci serviva un modo per prolungare la stagione sciistica e chiuderla nel miglior modo possibile, così abbiamo pensato a un concerto”, ci dice lo stesso Kessler piuttosto sicuro delle sue potenzialità e quando gli si fa notare l’acustica perfetta degli impianti durante tutta la giornata nonostante le numerose difficoltà del caso, risponde, evidentemente non stupito: “Facciamo questo lavoro da diciotto anni, ormai è diventata una tradizione”.

(Testo e foto di Giulio Monga)