Da secoli – esattamente dal 1515 – il Lago di Lugano segna il confine tra Svizzera e Italia. E da altrettanto tempo la zona ha visto sviluppare traffici commerciali (leciti e illeciti) sui quali hanno sorvegliato le varie dogane.
Il trafficatissimo valico di confine tra Como e Chiasso [Foto: da Internet]Oggi i traffici italo-svizzeri sono concentrati soprattutto sul transito tra Como e Chiasso ma, andando indietro nel tempo, c’erano diversi valichi da presidiare nella zona tra l’italiana Val d’Intelvi e il Canton Ticino. Ecco allora il sorgere in zona di numerose caserme, grandi o piccole, oggi per lo più dismesse.
Il museo delle Dogane visto dal lago. Pochi metri più avanti corre il confine con l’Italia [Foto: MySwitzerland.com]Il museo svizzero ospita un’esposizione permanente che racconta la storia della creazione dei confini della Confederazione e ricostruisce l’attività di doganieri e del CGCF (il Corpo delle Guardie di Confine) dal passato fino ai nostri giorni per contrastare i crimini economici e l’importazione clandestina di merci illegali, come per esempio gli stupefacenti.
L’esposizione permanente ricostruisce il lavoro dei doganieri svizzeri [Foto: Museo svizzero delle Dogane]Sono allestite regolarmente anche delle mostre temporanee. Per il 2020 ce ne sono in corso due. La prima tratta del fascino dei laghi ticinesi a cavallo fra l’Otto e il Novecento ed è intitolata “Belle Époque. I laghi prealpini nei manifesti della Biblioteca nazionale svizzera“. Sono esposti una ventina di grandi manifesti turistici d’epoca, disegnati nel periodo compreso fra il 1880 e lo scoppio della Grande Guerra sul tema delle bellezze dei laghi di Lugano e Maggiore destinati a una clientela privilegiata. Le opere esposte provengono dalla collezione di manifesti del Gabinetto delle stampe della Biblioteca nazionale svizzera di Berna.
La locandina della mostra temporanea [Foto: Museo svizzero delle Dogane]Completano l’allestimento alcuni arredi e strumenti di battelli d’epoca, messi a disposizione dalla Società Navigazione Lago di Lugano. Il catalogo della mostra, contiene oltre quaranta manifesti turistici del periodo fra il 1884 e il 1913.
La seconda esposizione temporanea, intitolata “Non è tutto oro quel che luccica“, racconta i rischi della contraffazione e della pirateria delle merci e spiega chi si cela dietro le contraffazioni e come riconoscerle.
Romantici dintorni
Il Museo delle Dogane svizzero vanta una caratteristica particolare, perché per la sua posizione sulla sponda sinistra del Lago di Lugano è raggiungibile solo in battello, cosa che determina la stagionalità e gli orari di apertura poiché sono legati al servizio dei natanti della Società Navigazione Lago di Lugano. Nel suo giro, il battello ferma anche a Gandria, un incantevole paesino di pescatori, da dove parte una bella passeggiata praticamente pianeggiante, lungo il lago fino a Castagnola.