Chi non si ricorda di Heidi e delle sue caprette che le “fanno ciao!”? A Zurigo, al Museo Nazionale, è in corso fino al 13 Ottobre la mostra “Heidi in Giappone“, che racconta il successo della ragazzina che, da Maienfeld in Canton Grigioni ha valicato le Alpi giungendo nel mondo intero, passando per il Paese del Sol Levante.

La storia della pastorella Heidi e degli altri personaggi (il nonno, gli amici Peter e Clara e la terribile istitutrice, la signorina Rottenmeier) si svolge tra le Alpi svizzere. Ha più di 100 anni, la scrittrice zurighese Johanna Spyri la raccontò in due libri scritti nel 1880-81 ed ebbe subito un successo enorme, tanto che ne furono tratti almeno 20 tra film e produzioni televisive, la più famosa delle quali è un anime (un cartone animato giapponese) prodotto da Hayao Miyazaki e Isao Takahata e distribuito nel 1974.

La mostra al Museo Nazionale di Zurigo è il risultato della collaborazione tra l’Università di Zurigo e una squadra di esperti giapponesi guidata dai professori Aki Nishioka e Takashi Kawashima e rivela il segreto del successo di Heidi che nasce dalla commistione della cultura svizzera con quella giapponese.

Tra l’altro, l’immagine della Svizzera come paese ricco di natura e tranquillità, con la descrizione di una vita serena in una comunità rurale, della cultura montana, e dell’ambiente alpino, è stata e in parte è ancora uno strumento di promozione per il turismo importante, specialmente per la zona dove è stata ambientata – nella Svizzera Orientale – che, non casualmente, ha preso il nome turistico di Heidiland.
Link:
https://www.landesmuseum.ch/heidi-in-giappone































