Zafferano di Mund, l’oro del Vallese

Svizzeramo, come sapete, cerca di scovare i posti meno conosciuti di questo meraviglioso Paese e abbiamo scelto un Vallese meno bazzicato. Allora sbrigatevi perché ci sono solo pochissimi giorni, fino alle prime nevicate per andare a vedere come si produce il famoso zafferano di Mund, un villaggio di 550 anime a 1’200 metri di altitudine una decina di chilometri sopra Briga.

Lo zafferano di Mund è unico per il suo profumo, quattro volte più forte di quello prodotto in Iran, Grecia o Spagna. Diverso anche nella morfologia del pistillo e con una storia secolare alle spalle. I bulbi del “crocus sativus”, un bel fiore viola che assomiglia all’iris, sono stati introdotti in Svizzera nel XV Secolo dagli italiani e dai francesi e hanno trovato a Mund e solo qui (e nemmeno su tutto il territorio comunale) il suolo adatto per crescere.

Zafferano
Svizzy sui campi di Crocus Sativus, il fiore da cui si ricava la preziosa spezia

Da dove arriva lo zafferano

Il crocus fiorisce in autunno, tra fine ottobre e inizio novembre, in ogni caso finché il terreno non gela; il bel fiore, di colore viola ha solo tre pistilli rossi che, seccati, diventano lo zafferano. Per dare un’idea della rarità di questa spezia basti pensare che ci vogliono 120’000 fiori per ricavarne un chilo e la produzione annua di tutto il paese è di circa tre chili. Per questo motivo non viene venduto all’esterno ma utilizzato tutto dalle famiglie, dagli ottimi ristoranti locali e da laboratori che lo usano per produrre pane, liquori, dolci, pasta eccetera. Insomma, è un prodotto raffinatissimo, potenzialmente costosissimo che avrebbe grande mercato ma non ha la produzione.

Preservare un’antica tradizione

Gli abitanti di Mund ritengono un loro dovere preservare la tradizione, la cultura e la socialità legata allo zafferano. Nessuno dei coltivatori di crocus vive di questo, sono tutti hobbysti. Durante il brevissimo periodo di vita del fiore che spunta all’improvviso durante la notte, fiorisce la mattina e dura al massimo un paio di giorni, tutta la comunità è mobilitata per la raccolta, la separazione dei pistilli dal fiore e l’essicazione che deve essere al buio per 48 ore. Una lavorazione fatta tutta a mano da giovani e vecchi, maschi e femmine che si riuniscono nelle case ed è un modo per mantenere vivo il paese, legando le generazioni, tanto è vero che i giovani rimangono volentieri in paese e tramandano l’opera dei padri.

Visita al Museo dello Zafferano

A Mund esiste l’unico Museo dello Zafferano al mondo che racconta la storia di questa particolare coltivazione. È ospitato in una delle costruzioni in legno più antiche della Svizzera, risale al 1437. Purtroppo è aperto solamente durante il periodo della raccolta, cioè fino alla fine di ottobre ma, se il tempo si mantiene l’apertura è prolungata anche di qualche giorno. Perciò non disperate e guardate il sito www.prosafrandorf.ch per saperne di più e trovare il numero di telefono per informazioni a riguardo. C’è anche un percorso che collega i diversi appezzamenti sparsi qua e là sul territorio comunale. Per arrivare si prende l’autobus postale dalla stazione di Briga. Per scendere, si può fare un sentiero che si inoltra nel bosco. A un certo punto si arriva a una biforcazione. Entrambi i sentieri portano allo stesso punto ma se si scende verso destra si passa dalla cappelletta di Santa Maria, punto di arrivo della “Via Crucis“, una serie di edicole dove sono state collocate le scene della crocefissione di Gesù.

Per informazioni sulla zona di Briga e sul Vallese: www.brig-simplon.ch; www.vallese.ch; info@valais.ch