Niente è impossibile a Berna. Parola di Fabio Cancellara Gómez

Fabio Cancellara Gómez
Un ritratto di Fabio Cancellara Gómez

Per la rubrica Italiani in Svizzera, oggi vi presentiamo la storia di un giovane cantautore, Fabio Cancellara Gómez, una vita con la musica nel cuore. Nato a Berna, le sue origini si intrecciano con l’Italia e la Spagna. Fabio si racconta ai lettori di SvizzerAmo in occasione dell’uscita del suo lavoro “Niente è impossibile”, EuroTeam produzioni discografiche Milano. Buona lettura!

Fabio parlaci di te. Il tuo percorso di vita e musicale fin qui.

Il mio percorso iniziò sin da bambino ascoltando i vinili dei miei genitori, più tardi entrai a far parte di un coro gospel a Lugano, viaggiando per la Svizzera per concerti e seminari, finendo poi a Chicago per un master di canto. Ho continuato poi il mio percorso di scrittura di brani inediti, partecipando a concorsi e festival noti e meno noti come Castrocaro, l’accademia di Sanremo e così via, nel 2010 sono stato finalista del Premio Mia Martini per poi arrivare più recentemente a realizzare un album inedito dalle collaborazioni straordinarie intitolato “Niente è impossibile”.

Come è nato questo lavoro?

Questo straordinario lavoro è nato grazie all’incontro con Piero Cassano, Fabio Perversi ma anche grazie ai musicisti che hanno creduto in questo progetto a partire da Lele Melotti, batterista di fama nazionale nonché batterista dell’orchestra sinfonica di Sanremo, Ludovico Vagnone primo chitarrista di Alejandro Sanz a Madrid, Red Canzian dei Pooh, Nuccio Cappiello e Andrea Maccagno. Un lavoro nato anche dal fortissimo sostegno della mia famiglia, di amici fidati, parenti e dal mio duro lavoro fatto di sacrifici e rinunce.

Hai ambientato il video nel centro storico di Berna. C’è un motivo?

Berna per me è il punto di inizio da dove è partito tutto il mio intraprendente viaggio musicale, sono nato in questo luogo, sento di appartenere a questa meravigliosa città fatta di antichità e di innovazioni. Nella mia mente ci sono sempre stati dei ricordi sfocati e per questo volevo fare luce, indagando su me stesso, sulla mia infanzia e sul perché di certi eventi. Dopo questa autoanalisi la forza arriva con più imponenza e l’esclamazione “Niente è impossibile” è più consapevole.

Hai qualche aneddoto da raccontarci legato alla registrazione del video? Come hai scelto i luoghi?

Aneddoti tanti: pensate che per il montaggio del primo video di “In ritorno da te” ero stato a Berna e camminando per il centro, Roberto Cancellara regista nonché mio cugino bernese ha voluto mostrarmi un posto storico di Berna il Kornhaus. Me ne sono immediatamente innamorato e nella mia testa c’era l’idea di girarci un video ed è poi andata così. Per puro caso mia cugina Lena, sorella di Roberto conosceva la società che gestiva il locale e le ho chiesto se poteva contattare con una mail il posto e così ha fatto.

Le location non sono a caso ma sono tutte collegate ai miei ricordi d’infanzia persino l’ascensore con luci colorate che si trova all’interno della stazione dei treni e arriva al parco dell’università dove i miei genitori mi portavano a giocare da bambino. Nelle prime scene la vista è suggestiva, abbiamo girato infatti nel parco di Berna, un simbolo della città, come la riva del fiume Aar, Kleine Shanze luogo storico per quanto riguarda la musica nel ‘900 qui suonavano le grandi orchestre.

Parte delle scene sono girate poi vicino alla Stazione centrale, luogo di connessioni e interscambi, altre ancora al Palazzo federale con lo “spettacolo di musica e luci” che vengono proiettate una volta all’anno sulla facciata principale. Altre ancora nel cuore della città antica dove si intravede nel video la torre dell’orologio Zytgoggle da cui parte la via del mercato e così via.

Hai origini italo-spagnole ma sei nato a Berna. Che legame c’è tra chi sei oggi e le tue origini elvetiche?

Penso che il legame sia molto più profondo di quanto possa immaginare. Io abito in Italia sul Lago di Como attualmente, ma ho sempre la sensazione di trovarmi a casa quando valico il confine, in qualche modo mi sento protetto perché rivivo la mia infanzia, i miei ricordi e mi sento ancor di più a casa quando valico il San Gottardo.

È come se ogni volta tornassi indietro a indagare sul mio passato per fare luce sul mio presente, è davvero un aspetto misterioso della mia vita, a volte mi chiedo: “E se fossi cresciuto lì? Come sarebbero andate le cose… chi può saperlo la vita è fatta di stranezze”. Sono legato per così dire istintivamente a questa terra e se non ci nasci penso che tu non possa capire certi aneddoti.

In Svizzera c’è un luogo che ti è particolarmente caro?

La Svizzera è un paese magico l’ho vissuta e ho viaggiato al suo interno in largo e in lungo dal trenino rosso del Bernina con la vista incredibile dei suoi immensi ghiacciai ai suoi confini più estremi. Oltre a Berna sono legato a Lugano, forse il periodo più bello è legato al Festival Jazz di Ascona o Locarno durante l’estate con il festival del cinema. Altre città che mi hanno affascinato: Zurigo e lo zoo, oltre all’ambiente notturno e Ginevra con il marché aux puces et la Comédie, nel cuore però rimane sempre Berna.

Dove ti potranno ascoltare i tuoi fan?

È molto semplice, basta scaricare l’album presente su tutti i portali digitali il mio disco “Niente è impossibile”; il CD si può anche ordinare nei negozi di dischi. I miei contatti diretti sono la mia pagina facebook e il sito Internet www.fabiocancellara.com

Infine, quali sono i tuoi sogni per il futuro?

I miei progetti per il futuro? Sono quelli di mantenere la musica sempre al livello del cuore!