Jungfraujoch, il sogno di salire sul tetto dell’Europa

Se il turismo in Svizzera è così affermato a livello mondiale, lo deve alle grandi intuizioni e al coraggio imprenditoriale – ai limiti della visione – che si sono sviluppati a cavallo tra la fine del XIX e l’inizio del XX Secolo, in contemporanea al progresso tecnologico. Il presupposto di base era quello di portare il maggior numero possibile di turisti a vedere le meraviglie paesaggistiche della Svizzera; la realizzazione è stata tutta una rete di infrastrutture tecnologicamente all’avanguardia che coprisse il maggior numero di località.

Jungfraubahn: un’opera visionaria

Adolf Guyer-Zeller, l'artefice della Jungfraubahn
Adolf Guyer-Zeller, l’artefice della Jungfraubahn. Credit: SvizzerAmo

Poche imprese sono state più audaci della Jungfraubahn, la ferrovia a cremagliera che parte da un pascolo al valico dello Kleine Scheidegg e arriva in cima a una montagna. 9’434 metri percorsi in gran parte in una galleria scavata all’interno della roccia. Una “follia” dello zurighese Adolf Guyer-Zeller – costata un prezzo carissimo in termini di denaro e di impegno umano – terminata nel 1912 che ha contribuito a trasformare la Regione dell’Oberland Bernese nella destinazione più popolare della Svizzera in termini di visitatori: oltre 700mila all’anno.

Turismo e scienza

I vagoni della Jungfraubahn sono sempre affollati, soprattutto da giapponesi e indiani per i quali la salita ha un profondo valore simbolico. A quota 3’454 metri la stazione dello Jungfraujoch è la più alta d’Europa, più che una stazione sono tre binari di ricovero all’interno della roccia dai quali si accede con un velocissimo ascensore alla Sphinx, il complesso dell’osservatorio scientifico inaccessibile al pubblico e della zona turistica con i suoi negozi, bar e ristoranti (tra i quali uno indiano, espressamente costruito per gli ospiti di quel Paese).

Usciti all’esterno c’è una terrazza panoramica e l’Aletsch Glacier Snow Fun, un parco divertimenti sulla neve, con grandi ciambelloni di gomma con i quali si scivola lungo una pista ghiacciata, un cavo d’acciaio in pendenza da percorrere appesi a una carrucola. Si può anche sciare e andare con lo snowboard. Nel periodo estivo dallo Jungfraujoch partono numerosi escursionisti che percorrono a piedi il ghiacciaio dell’Aletsch con un trekking di più giorni. Li si vede sempre più allontanarsi lentamente, come tante formiche nere sul bianco del ghiacciaio.

Esperienza alpina sopra i 3’000 metri

Svizzy dinanzi al ghiacciaio dell'Aletsch. Credit: SvizzerAmo
Svizzy dinanzi al ghiacciaio dell’Aletsch. Credit: SvizzerAmo

In basso si trovano gli ingressi a due altre attrazioni: Alpine Sensation è una galleria lunga 250 metri costruita nel 2012 in occasione del centenario della Jungfraubahn. In alcune sale ricavate nella roccia sono collocate installazioni e oggetti che raccontano per immagini e suoni la storia dello sviluppo turistico delle Alpi e della ferrovia dello Jungfrau in particolare, con un omaggio alle tante vittime del lavoro, quasi tutte italiane. Su un grande schermo panoramico è proiettato un filmato a 360° della vista grandiosa che si ha dalla cima. Appena sotto, vicino alla stazione c’è l’Eispalast, una grotta scavata nel ghiaccio che è una galleria d’arte di opere scolpite, appunto in ghiaccio. La costruzione di questa attrazione iniziò nel lontano 1934 e non è ancora finita visto che è in continua trasformazione e aggiornamento.

Quando andare?

Visto che siamo a oltre 3’000 metri c’è sempre neve. Non c’è una differenza significativa tra estate e inverno visto che la media della temperatura massima, a luglio non raggiunge i 2°C e la minima, a febbraio, è di -17°C. L’importante è che non tiri il vento e che la giornata sia serena. Allora si godrà un panorama unico con le tre grandi cime (Jungfrau, Monch ed Eiger) proprio di fronte, con il ghiacciaio dell’Aletsch che parte ai piedi della sella per giungere fino alla valle del Rodano in Canton Vallese.

Info: www.jungfrau.ch; jungfrauregion.ch