Il maestro degli orologi tra Italia e Svizzera

Angelo Manzoni al lavoro nella manifattura di Audemars Piguet, Le Brassus. (c) Marc Ducrest
Angelo Manzoni al lavoro nella manifattura di Audemars Piguet, Le Brassus. (c) Marc Ducrest

Conoscete la Vallée de Joux? Svizzy ci è stato da poco e l’ha ribattezzata “la valle senza tempo”. Questo territorio, estremo lembo occidentale della Svizzera, in Canton Vaud al confine con la Francia, è la culla di un’antica arte che ha reso famosa la Confederazione in tutto il mondo: l’orologeria di altissima precisione.

Prestigiosi marchi come Blancpain, Audemars Piguet, Jaeger-LeCoultre, Vacheron Constantin costellano con le loro manifatture vetrate e luminose le rive del Lago di Joux e le colline boschive immerse nel silenzio. Tutte condizioni fondamentali per montare con perizia certosina questi costosissimi capolavori di meccanica. Un angolo di Svizzera che dà lavoro a qualcosa come 7’000 impiegati specializzati del settore orologiaio. Un numero impressionante se si considera che gli abitanti della valle sono circa 6’600.

Una forza lavoro reclutata anche oltre i confini elvetici. I francesi sono in cima alla lista delle nazioni rappresentate, soprattutto per la vicinanza geografica. Non mancano però gli italiani. Svizzy ne ha conosciuto uno. Angelo Manzoni, di professione orologiaio. Arriva dalla provincia di Brescia, ha studiato orologeria in Italia e ora vive nella valle del Giura vodese, è sposato e ha quattro figli.

Da quanti anni risiede in Svizzera e come è stato accolto? Quali sono le difficoltà per un italiano in Svizzera e quali le affinità?

Un altro scatto che ritrae Angelo. Foto: Audemars Piguet, Le Brassus, Switzerland. (c) Marc Ducrest
Un altro scatto che ritrae Angelo. Foto: Audemars Piguet, Le Brassus, Switzerland. (c) Marc Ducrest

Dopo aver esercitato la mia professione con formazione continua per 10 anni in Italia, sono arrivato in Svizzera 16 anni fa grazie a un corso di perfezionamento a Neuchâtel durato sei mesi.

Non ho avuto difficoltà a integrarmi e a comprendere usi e costumi, e una volta capito questo le persone ti danno fiducia e si comincia a conoscere gente fantastica. La difficoltà principale per me è stato ottenere il permesso di soggiorno che è richiesto dal datore di lavoro.

In cosa consiste la sua attività nella Vallée de Joux?

Sono orologiaio restauratore nel museo privato dell’Audemars Piguet. Il mio compito è quello di restaurare antichi orologi. L’anima del restauro è la salvaguardia di ogni singolo componente e laddove non sia possibile lo si ricostruisce a mano, spesso utilizzando anche antichi macchinari.

Cosa ama particolarmente del suo mestiere? Potrebbe descriverci gli aspetti più gratificanti e quelli meno?

Quello che amo più nel mio mestiere è ridare vita a un antico macchinario, un lavoro che si svolge per più ore su un singolo componente che a prima vista sembra insignificante ma che, una volta inserito nel suo apposito posto, svolge un ruolo fondamentale. Il tutto moltiplicato per ogni singolo componente. Il momento più bello avviene quando si inserisce l’ultimo… E in quel preciso momento l’orologio riprende vita, da solo, e comincia a pulsare indicandoci l’ora. A volte mi piacerebbe essere difronte a un cliente per trasmettere questa emozione e nello stesso tempo apprezzarne il suo commento.

Ha qualche aneddoto da raccontarci?

Ho restaurato diversi orologi appartenenti a un collezionista e questa persona ogni volta voleva a tutti i costi incontrare l’orologiaio che aveva restaurato il suo orologio per farsi raccontare le storie avvenute durante il lavoro di restauro belle o meno che fossero.

Il lago di Joux
Il lago di Joux

SvizzerAmo parla di turismo in Svizzera ed è realizzato da due italiani. A volte, da outsider è più facile cogliere aspetti inediti. Ha qualche suggerimento da dare ai nostri lettori? Luoghi particolarmente significativi e che ha nel cuore?

Personalmente trovo che la Svizzera non essendo un paese grande è particolarmente ricca di piccoli paesaggi nascosti quasi incontaminati.

Uno di questi è proprio la Vallée de Joux che a mio avviso, con la sua natura, semplicità di vita e la ricchezza dei suoi prodotti e nel rispetto delle persone che la abitano, è un piccolo paradiso.

A un pubblico più giovane posso dire, dopo aver vissuto sei mesi a Neuchâtel, che si tratta di una città molto giovane e dinamica ricca di piccoli locali nel centro città, molto vicina alla natura con possibilità di divertenti passeggiate e escursioni di qualsiasi attività senza contare le attività acquatiche.