Canton Vaud da toccare

Meccanica
L’arte dell’orologeria, precisione e perfezione meccanica

Prosegue il nostro viaggio dei sensi in Canton Vaud. Questa volta scopriamo la manualità, come l’abilità a trasformare e lavorare la materia: dal legno degli chalet al metallo dei capolavori dell’orologeria complicata. Una chiave di lettura sensoriale che ispirerà la partecipazione del Cantone a Expo Milano 2015, all’interno del Padiglione svizzero, dal 27 al 30 settembre prossimi (info: www.vaudexpo2015.ch).

Guardare l’ora, è un gesto quasi automatico. In moltissimi casi, compiendo questa semplice azione si rinnova un antico legame con il Cantone Vaud. L’orologeria moderna è nata nella Vallée de Joux, nella parte orientale del Cantone dove i Monti dello Giura lo dividono dalla Francia. Proprio questa piccola porzione di territorio è diventata la patria di questo indefinibile connubio tra alta tecnologia, scienza, arte, industria e artigianato.

Espace Horloger
L’Espace Horloger a Le Sentier

La manualità è fondamentale nell’orologeria di precisione e i contadini della Vallée de Joux erano già conosciuti per la loro abilità e precisione come orafi, tagliatori di pietre preziose, e di vetro, attività che svolgevano nei mesi invernali quando c’era poco da fare nei campi. A partire dal XVII secolo sono sorti piccoli laboratori a gestione familiare per la produzione di meccanismi avanzati e, nel 1740, Samuel-Oliver Meylan ha iniziato a fabbricare orologi presso un mastro orologiaio a Rolle sul Lago Lemano.

Il tempio dell’orologeria

Partendo dal Canton Vaud il nome della Svizzera è diventato celebre nel mondo intero per i suoi marchi di prestigio come Audemars Piguet, Blancpain, Patek Philippe, Jaeger-LeCoultre e Breguet che fanno parte della ventina di fabbriche che attualmente operano sul territorio della Vallée de Joux. L’Espace Horloger a Le Sentier (www.espacehorloger.ch) è il tempio dell’orologeria con le sue esposizioni permanenti e temporanee. Tra queste, fino al 24 aprile 2016 è in corso la mostra “STAR WATCH: l’univers des complications horlogères” dedicata all’universo della complicazione in orologeria con capolavori di meccanica in grado di misurare non solo il tempo ma anche i movimenti degli astri.

Non solo tesori della tecnica ma anche della Natura

Grotta di Vallorbe
Le suggestioni della Grotta di Vallorbe

La Vallée de Joux (www.myvalleedejoux.ch) non vale una visita solo per gli orologi. Chi ama gli sport acquatici ha a disposizione il Lac de Joux a 1’000 m di altitudine, lo specchio d’acqua più grande del massiccio del Giura, dove tira sempre vento ideale per il windsurf e la vela; chi ama la natura potrà vedere le stalattiti e le stalagmiti della Grotta di Vallorbe, creata dallo scorrimento sotterraneo dell’acqua del Lago. In essa è racchiuso il Trésor des Fées [tesoro delle fate], una collezione di minerali provenienti da tutto il mondo.

Nel sito naturale protetto del Parc Jura vaudois (www.parcjuravaudois.ch) si può andare in giro per le sue vaste abetaie. Durante gli anni burrascosi che precedettero la Seconda Guerra Mondiale, la Svizzera, sebbene neutrale, si munì di un sistema di fortificazioni difensive. A Vallorbe (www.vallorbe-tourisme.ch) c’è un anonimo piccolo chalet, che all’interno cela una fortificazione sotterranea, la fortezza di Pré Giroud, oggi trasformata in un museo.

Capolavori di carta

découpage
L’arte del découpage si apprende da Corinne. Credit: SvizzerAmo

Dall’altra parte del Canton Vaud, verso il Canton Berna, Corinne Karnstädt è una découpeuse. Un’abile rappresentante di quel patrimonio culturale immateriale vodese che è l’arte del découpage, ovvero la capacità di intagliare la carta per creare disegni sempre più complicati.

Il materiale necessario è minimo: carta, un taglierino affilatissimo, forbicine curve e colla ma è necessario possedere incredibili doti artistiche e manuali. Artistiche, per creare disegni e motivi sempre nuovi. Manuali, per maneggiare delicatamente e decisamente il taglierino per seguire la traccia disegnata senza sbavature o incertezze anche perché alcuni dettagli sono poco più che una strisciolina di carta sottilissima e delicatissima.

Un’arte nata durante le lunghe sere d’inverno quando chiusi in casa e isolati dal mondo esterno c’era poco da fare, nella zona impervia del Pays d’Enhaut (www.chateau-doex.ch) un piccolo territorio dietro Montreux, tra il Lago Lemano e le Alpi Vodesi. Tutti possono cimentarsi in quest’arte antica seguendo uno dei corsi che Corinne tiene in giro per la zona (www.kcreation.ch). Per vedere sessanta veri capolavori di découpage si deve andare al Musée du Vieux Pays-d’Enhaut a Château-d’Oex (www.musee-chateau-doex.ch) dove si ammirano disegni complicatissimi eseguiti senza la minima sbavatura dai due più celebri découpeurs dell’800: Hans Jakob Hauswirth e Louis Saugy.

Antichi chalet e i segreti del volo in pallone

 Grand Chalet
L’imponente Grand Chalet. Credit: SvizzerAmo

Tre sono i comuni dei Pays d’Enhaut: Rossinière, Château-d’Oex e Rougemont si raggiungono facilmente con il treno della MOB che parte da Montreux e attraversa uno splendido paesaggio. A Rossinière (www.rossiniere.ch) c’è il più grande chalet in legno della Svizzera: cinque piani tutti in legno intagliato a mano costruito nel 1734, di proprietà della famiglia del pittore franco-polacco Balthus che qui è sepolto di fronte alla Cappella Balthus, uno spazio dedicato alla memoria dell’artista.

Château-d’Oex (www.chateau-doex.ch), invece, è la capitale alpina dei voli in pallone. Ogni anno, a gennaio, si tiene una manifestazione internazionale importante dedicata al volo. L’Espace Ballon (www.espace-ballon.ch) è un museo interattivo dove si tocca letteralmente con mano il mondo del volo in pallone sotto tutti i suoi aspetti. Per i bambini c’è la possibilità di mettere alla prova la loro capacità di pilota simulando il volo da competizione.

Infine Rougemont (www.rougemont.ch), un antico villaggio di fondovalle che si è sviluppato attorno a una chiesa romanica fondata dai monaci cluniacensi nell’XI Secolo. L’abilità manuale dei suoi abitanti lo ha reso quello che è oggi, con le sue case in legno, gli chalet, il simbolo stesso della Svizzera alpina e contadina. Alcuni di questi hanno più di 300 anni.