Andare per castagne in Canton Ticino

 

Castagne
Sagra della Castagna in Valle di Muggio. Copyright by Ticino Turismo Byline: swiss-image.ch/Remy Steinegger

Autunno, tempo di castagne. In Canton Ticino la stagione autunnale porta la raccolta e le molte feste locali ad esse associate. Ad Ascona, sul lungolago, il 3 ottobre si tiene la Festa delle castagne. Oltre due tonnellate di caldarroste sono preparate dai “maronatt” mentre le bancarelle del mercatino propongono vari prodotti ricavati dalle castagne: marmellate, miele, torte e altri prodotti enogastronomici della regione. Nelle vicinanze sono organizzati anche altri piccoli festival: il 4 ottobre a Minusio e il 10 ottobre a Muralto, Ronco sopra Ascona, Indemini, Arcegno, Intragna e Losone. In Valle di Muggio, per tradizione si tiene la Sagra della Castagna. Il periodo è sempre quello: metà ottobre, quello che cambia è il luogo, ogni volta è un comune diverso. Quest’anno sarà il turno di Castel San Pietro, proprio all’imbocco della valle, l’11 ottobre. La protagonista è sempre lei che viene offerta come caldarrosta ma anche come castagnaccio, marmellata e anche birra.

La castagna, l’albero del pane

Castagne
Copyright by Ticino Turismo Byline: swiss-image.ch/Remy Steinegger

La castagna è sempre stata una benedizione per il Canton Ticino. Per secoli è stato l'”Albero del pane” perché era uno degli alimenti principali per i meno abbienti che vivevano in collina. Tanto è vero che in dialetto si dice “A sa ciama Albur dumà ‘l castàn” [Si chiama Albero solamente il castagno].

Per la sua altezza e posizione geografica la Svizzera italiana è un luogo dove il castagno cresce benissimo e ci sono numerosi boschi estesi e tante tradizioni legate a esso. Come in tutto l’areale del castagno, anche nelle vallate del Ticino, sino a metà del secolo scorso si viveva di un’economia di sussistenza.

Per aiutare le famiglie che non possedevano né terreno da coltivare né tanto meno piante di castagno, fu istituita da parte dei Patriziati la “Jus plantandi” che consisteva nel permesso di piantare delle piante di castagno su suolo pubblico e quindi di goderne dei prodotti. Queste piante erano marcate con un numero o una sigla di famiglia incisa sulla corteccia e la proprietà era documentata e iscritta in un pubblico registro. La proprietà rimaneva tale e si tramandava per generazioni, sino a che, per i motivi più svariati l’albero fosse stato eliminato.

Mestieri di ieri e di oggi

Se si gira per le varie zone del cantone si trovano ancora delle Grà o Graa, gli essiccatoi, delle piccole costruzioni in pietra senza finestre a due piani divisi da un graticcio in legno di castagno o di nocciolo. Sotto si accende il fuoco che sarà mantenuto acceso per almeno tre settimane con ceppi di castagno e bucce di castagne dell’anno precedente.

Sul graticcio è messo uno strato di circa 20-30 centimetri di castagne, circa 700 chili. Era un lavoro eseguito da donne che dovevano continuamente rimestare il carico e tenere vivo il fuoco che deve essere moderato e costante per diffondere un calore uniforme. Quando le castagne diventano secche e bianche si mettono ancora calde in piccoli sacchi cilindrici di canapa e si battono su un ceppo per distaccarne la buccia.

Una volta pronti, i semi (la castagna è infatti il seme del castagno. Il frutto è il riccio!) possono essere conservati fino all’estate dell’anno successivo. Insomma chi viveva sulle colline utilizzava e utilizza ancora la castagna in tutti i modi: come farina, bollite con la panna o servite come contorno dei piatti di selvaggina, per farci la birra o le meravigliose caldarroste.

Sentieri tra i castagneti storici

Biasca
Via Crucis nella selva castanile di Biasca. Credit: Ticino.ch

Una bella esperienza è la possibilità di passeggiare in mezzo ai castagneti storici alla scoperta delle bellezze paesaggistiche della Svizzera Italiana. Nell’Alto Malcantone, il nuovo comune che si trova poco a nord di Lugano e giunge fino al confine italiano dietro Luino, si snoda un sentiero tematico lungo una quindicina di chilometri con otto punti didattici che si immerge nel paesaggio chiuso a nord dal Monte Gradiccioli e che si apre verso Mezzogiorno tra boschi e aree aperte su Lugano e il golfo di Agno.

Il percorso inizia dalla frazione di Arosio ed entra subito nella selva castanile di Induno per proseguire verso Mugena, dove c’è un punto panoramico spettacolare su tutta la regione. Il sentiero continua lungo viali alberati fino a Vezio Breno e Fescoggia. Da qui si torna al punto di partenza scendendo verso il Pian del Caroggio e successivamente risalendo per Mugena e infine Arosio. Forte è, naturalmente, la tentazione di “andare per castagne”. Gli alberi sono proprietà privata delle famiglie del patriziato. Loro hanno i diritti esclusivi di raccolta per consuetudine fino al giorno di San Martino (11 novembre) dopodiché, quello che resta può essere raccolto liberamente.

In Ticino ci sono altre zone in cui è piacevole passeggiare tra i castagni. Per esempio a Biasca lungo il percorso è stata costruita a metà del XVIII Secolo (e recentemente restaurata) una Via Crucis che comincia a lato di una bella chiesa romanica del XII-XIII Secolo. La Via Crucis è composta da 14 cappelle inserite nel bosco castanile e termina con un ponte in pietra sulla “froda” che significa cascata in dialetto locale che conduce al seicentesco oratorio di Santa Petronilla e, un po’ oltre, seguendo il torrente, ai resti del castello degli Orelli. Il castagneto è di proprietà del patriziato delle famiglie di Biasca.

Nella Valle di Muggio, dietro Chiasso, il castagneto situato sopra il nucleo di Caneggio è stato recuperato grazie a un progetto curato dal Museo Etnografico della Valle di Muggio che è intervenuto realizzando il “Sentée da l’albur” tra Morbio Superiore, Caneggio e Bruzella. Alcuni pannelli raccontano la storia di questo tipo di silvicultura e si può vedere la numerazione sul tronco degli alberi secondo l’antica legge dello jus plantandi. Le castagne raccolte caricano la gràa di Cabbio.

Info: www.mevm.ch; www.ascona-locarno.com; www.museodelmalcantone.ch; www.ticino.ch